“Di quei fatti se ne sente ancora parlare
e a noi tutti ha dato da pensare
perché, anche senza strafare,
è col nostro agire, che gli altri possiamo aiutare.
Un bene in noi racchiudiamo,
così prezioso che non immaginiamo
quanto ad una vita gioviamo
se solo un pochino ne doniamo”. Tratto da “Mielina e la potente medicina” redatta da Admo Bergamo (Composizione by Carmelo)
«(Sono una piccola ape furibonda.) Mi piace cambiare di colore. Mi piace cambiare di misura». Alda Merini
«Poi accadde qualcosa che liberò il potere della nostra fantasia: imparammo a parlare. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è assicurarci di continuare a comunicare». Dal brano “Keep Talking” dei Pink Floyd
«Un mattino di gennaio, Aurélien trovò nella neve un’ape morta. Era vestita d’oro e di nero, autentica gemma di fuoco in un oceano di candore. La prese delicatamente col pollice e l’indice di una mano e la posò sul palmo dell’altra. A contatto con la sua pelle, l’ape congelata si infranse come vetro. Quando Aurélien aprì la mano e la voltò verso il suolo, vide con tristezza un pizzico di polvere d’oro brillare nell’aria e svanire sulla neve”. L’apicoltore - Maxence Fermine
“Scrivere un libro colo oro talvolta può infiammare i tuoi sogni. E’ un’esperienza da cui non si torna indietro”. L’apicoltore - Maxence Fermine
Ci sono parole talmente belle che andrebbero semplicemente lette. Non hanno bisogno di nessuna introduzione in quanto la loro melodia e la loro bellezza verrebbe sporcata anche dall’introduzione più bella. Figuriamoci se ad introdurre queste parole siamo noi del Crazy Team: la figuraccia non solo è inevitabile ma è certa e garantita. Ma ci conoscete, siamo crazy e non ci interessa molto delle figuracce. Ci piace l’idea di parlare di argomenti seri in modo crazy, parlare di donazione con un linguaggio diverso che non appaia “pesante come la peperonata alle nove del mattino” (libera interpretazione da “E’ una vita che ti aspetto” di Fabio Volo). Con il nostro sito cerchiamo di parlare di donazione con un sorriso sulle labbra, cerchiamo di mostrare come per salvare delle persone non bisogna essere dei supereroi ma bisogna ascoltare semplicemente il cuore. Già, come sempre sosteniamo e come da nostro motto “meglio dire una cosa seria sorridendo che una cavolata seriamente”. Ci riusciamo? Beh, non lo sappiamo. Noi ci proviamo. Già perché mai come parlando di donazione vale la pena tentare… «Poi accadde qualcosa che liberò il potere della nostra fantasia: imparammo a parlare. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è assicurarci di continuare a comunicare»: questo è quello che dicono nel brano “Keep Talking” i Pink Floyd.
Abbiamo semplicemente provato a liberare la nostra fantasia… Beh, come Crazy Team forse lo abbiamo fatto anche troppo... Ma vedere che Admo Bergamo ha adottato un modo divertente per parlare di donazione di midollo osseo, ci ha messo di buon umore. Dopo queste nostre parole seguirà una piccola introduzione al progetto, di Admo Bergamo (intesa come provincia per cui tutti i volontari che con instancabile lavoro non mancano mai di diffondere la cultura della donazione) che ha realizzato la favola di “Mielina, l’apina malata”: una storia di cui non siamo degni di fare un’introduzione ma come sempre ci proviamo. E’ una favola di un’ape malata, metafora di come a volte va la vita inaspettatamente. Ma è una favola in cui c’è spazio alla speranza, una storia che ha il sorriso sulle labbra in cui tutti, donando midollo osseo, possono salvare delle vite a chi è meno fortunato. Il resto è semplicemente da leggere. Alla domanda “How To Save A Life” – come salvare una vita – come nel brano dei “The Fray”, beh… rispondiamo con l’insegnamento di questa bellissima favola: donando (anche) midollo osseo. Vi lasciamo a questo testo meraviglioso, non prima però di fare i complimenti ad Admo Bergamo (e ad Admo Albino), amici del Crazy Team Avis Villa, all’amico Carmelo che ha scritto questa bellissima storia e all’instancabile Carmen grazie alla quale abbiamo potuto capire quanto sia importante donare: una parola che racchiude la donazione di sangue – e suoi componenti -, donazione di midollo osseo e donazione di organi. Come volete un esempio? Va bene, ci proviamo. Fateci un po’ pensare… A ecco trovato. E’ come dire che Angelina Jolie è bellissima sotto ogni punto di vista: bella sì per il suo sguardo magnetico e per i suoi occhi meravigliosi, ma anche per il suo fisico mozzafiato e per la sua simpatia. Come facciamo a sapere che è simpatica? Beh, ma come siete curiosi… questa è un’altra storia, dovremmo raccontarvi della cena con Angelina e di molto altro… Dai come sempre stiamo scherzando: ci piace essere goliardici. Ah, messaggio promozionale, o come direbbe Vasco nel brano “Bollicine”, “piccolo spazio pubblicità”: Angelina per una cena – anche per il cinema… - siamo sempre liberi e se non lo siamo ci liberiamo in un attimo, per cui ti basta contattarci anche tramite il sito. Bene spazio pubblicità finito. Che volete, è il mercato che ci impone questi spot… Dai cerchiamo di tornare normali un attimo: Mielina, “l’apina malata” oltre che una meravigliosa storia, è anche diventata una bellissima scheda che verrà usata anche come materiale didattico – attraverso una bellissima scheda di lavoro - presso quattro istituti scolastici di otto Comuni della media Val Seriana. E adesso ci fermiamo veramente: spazio ad Admo, a Mielina e alla potente medicina… A seguire come sempre la musica: oggi non possiamo non inserire oltre a "Keep Talking” dei Pink Floyd e a “How To Save a Life” dei “The Fray”, anche “Never Ending Story”, un bellissimo brano di Limahl che ha fatto da colonna sonora al film tratto dal romanzo di Michael Ende “La storia infinita”. Ma adesso ci fermiamo, stazio alla fantasia. E poi ci è arrivata un’email di una “certa” Angelina (très) Jolie e lo sapete: non è cortese far attendere la risposta. Certo che Angelina vestita da apina... come crazy Team abbiamo fatto proprio una bella rima...
Mielina e la potente medicina
By Admo Bergamo
Si può parlare di argomenti seri e complessi ai bambini? Sì: questa è la risposta di Admo, Associazione Donatori di Midollo Osseo. E non solo: si può parlare di donazione con un sorriso sulle labbra spiegando proprio ai bambini, come bisogna sostenersi a vicenda. Ma come far capire questo ai bambini? Beh, pensando che “tutti un tempo sono stati bambini. Solo che pochi si ricordano di esserlo stati…”. E cosa c’è di meglio quindi che parlare con i bambini con il loro linguaggio? Parlare attraverso i sogni e le fantasie che cullano i bambini e li preparano in questa meravigliosa cosa che è la vita. Il progetto “apina malata” nasce su iniziativa e impegno (l’intero progetto è stato imbastito durante i mesi di luglio e agosto 2011) delle insegnanti dell’Istituto comprensivo di Vertova che, cercando di combinare la volontà di coniugare un obiettivo sociale quale la donazione di midollo osseo, con il progetto didattico previsto per l’anno scolastico 2011-2012, hanno ispirato e strutturato una storia che ripercorre la vita di un alveare. Correlato da un’accattivate grafica, la storia mostra proprio attraverso l’esempio di come la vita si sviluppa in un alveare, come chi si ammala, grazie al contributo e all’aiuto di tutte le altri api, possa essere aiutato a guarire. Una storia metafora della vita in cui, tramite la donazione di midollo osseo si può in concreto ridare un futuro a chi non l’ha e ridare una speranza a chi l’ha persa. Il tutto facendo capire ai bambini che oltre alle parole che leggono sulla cartella e nelle schede in essa contenuta, ci sono gesti che ci possono unire, gesti che se si ascolta il cuore possono entrare in un sogno, comunicare con esso e realizzare questo sogno di salvare delle vite. Attraverso disegni di questo percorso, i testi in versi e rime realizzati dalle insegnati, accompagnano i bambini in questo mondo: un mondo all’apparenza particolare, ma che tocca il cuore dei bambini, quel cuore che non finisce mai di stupire gli adulti. La storia di Mielina, l’“apina malata” è composta da una cartella e delle schede in essa contenute, che possono accompagnare i bambini all’apprendimento di questa storia in modo divertente, colorando le schede, realizzando così essi stessi una cartella personale. Un progetto ambito quello messo in campo da Admo Bergamo, un progetto che per la prima volta scompone un argomento serio portandolo grazie a questa simpatica trasposizione, alla portata proprio dei più piccoli. L’idea è stata subito sostenuta dal provveditore di Bergamo - M.I.U.R Ufficio Scolastico per la Lombardia - che, grazie alla grande sensibilità e alla disponibilità ha richiesto di farne un progetto pilota da presentare per l’anno scolastico 2012-2013 ai dirigenti scolastici di tutta la provincia. “Apina malata” ha tratto ispirazione dal programma didattico liberamente ideato ad una esperienza didattica locale dell’associazione UNAAPI - Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani - che hanno accettato di buon grado questo connubio tra solidarietà, didattica e apicoltura. Un sogno che è divenuto realtà: circa 1700 sono gli alunni coinvolti delle scuole materne e primarie, a seconda delle adesioni. Un lavoro che copre - per ora ma la speranza è quella di poterlo espandere oltre - otto comuni e coinvolge quattro istituti scolastici: Istituto Scolastico di Vertova (Colzate, Fiorano al Serio, Vertova), Istituto Scolastico di Bariano (Bariano, Morengo e Pagazzano), Circolo Didattico di Romano di Lombardia e l’Istituto scolastico di Tavernola Bergamasca. Il progetto patrocinato dal settore politiche sociali e salute della Provincia di Bergamo è condiviso anche dall’ufficio pastorale della salute e dell’istruzione presso la curia ed è stato reso possibile grazie anche al contributo economico delle amministrazioni dei rispettivi Comuni in cui sono ubicati gli istituti scolastici, nonché al contributo personale di un privato e di un’azienda della media Val Seriana. Lasciamoci quindi condurre da una meravigliosa favola che ha il potere di liberarci e di farci volare nel meraviglioso della fantasia: salvare delle vite tramite la donazione di midollo osseo.
L’ape Mielina e la potente medicina
Composizione by Carmelo
Ciao sono Mielina, un’ape tanto piccina,
da me non farti spaventare
e poiché ho molto da insegnare,
questa storia ti devo raccontare.
Come ogni bambino, noi api ci svegliamo di buon mattino
e col sole bel caldino voliamo su ogni fiorellino.
Un po’ per dovere e un po’ per piacere,
di polline e nettare facciamo scorta
e a fine giornata,a casa, ne portiamo una sporta.
Col miele riempiamo la cantina
e di buona pappa saziamo l’ape Regina.
Anche la cera produciamo,
con la quale il nostro favo ripariamo.
In tantissime ormai siamo
che in casa strette strette stiamo,
ma dato che ognuno i nostri compiti abbiamo,
a far funzionare tutto riusciamo.
E se qualcuno ha un malanno,
per tutto il favo è un gran danno,
un po’ come quando tu hai il febbrone
e a mamma e papà viene il magone.
Ma proprio io, Mielina,
quella triste mattina,
un dolore avevo alla pancina
che nulla poteva, neanche la medicina.
“Mi dispiace dirlo, ma ho il sospetto
che un brutto male stia per farti un dispetto”
decretò serio il dottor Favetto.
“Stavolta da soli non ce la caviamo
se un aiuto straordinario non riceviamo”.
“Trovate: Amicizia, Solidarietà e Amore
i tre ingredienti che muovono il mondo
che ben mescolati in quest’ampollone tondo
Mielina guariranno in un secondo.
Cercateli dappertutto, ma ricordatevi innanzitutto,
che solo se donati, daranno il loro frutto!!”.
L’Amicizia
Con lo spuntar della mattina,
sulla cima della nostra collina,
ronzava Dorina, un’ape birichina,
che giocando a girotondo, stuzzicava il cane Raimondo.
Ma nel fargli dispetto s’impigliò in un rametto,
cadendo tramortita, con un’ala ferita.
“Se vuoi, qui puoi riposare, visto che non riesci più a volare”
le disse Raimondo, col suo vocione profondo
e nella cuccia si spostò più in fondo.
“Ti ringrazio, ma devo andare,
una medicina ho da cercare
che la mia sorellina possa curare”.
Un nuovo amico andava aiutato,
così Raimondo non ha esitato
a partire di gran lena
con Dorina sulla schiena.
Dopo un lungo girovagare,
quando ormai il sole iniziava a calare,
a grandi balzi raggiunsero l’alveare.
Ma Raimondo, prima di rientrare,
un ricordo volle lasciare
e con i peli di un suo ciuffetto
a Mielina fecero un morbido letto.
I gesti fatti col Cuore, han forza e vigore e con stupore il primo
ingrediente spuntò nell’ampolla del dottore.
La Solidarietà
Trascorse un altro dì e non molto lontano da lì,
su un prato lussureggiante giunse l’ape Adelante,
così chiamata perché volava sempre molto distante.
Esausta, si posò su una margherita,
a guardare una bimba saltar divertita,
finché questa, un po’ incuriosita,
si avvicinò per osservarla stupita.
“Buongiorno, mi chiamo Adelante
e tra le mie compagne son la più brillante!”
esordì la furbetta lasciandola a bocca aperta.
“Ma le api non fan soltanto BZZZZZZZ?”.
“Sì è vero, ma quando nelle fiabe ci incontriamo
ogni lingua noi parliamo!”
Alle domande rispondeva zelante
quando,della bimba, un ricciolo esuberante
l’ attirò per un lungo istante.
“Della mia amica mi ricordi il viso,
prima che le si spegnesse il sorriso,
dopo che i suoi biondi ricci perse all’improvviso.
A questa novella, non proprio bella, la bimba si rattristò
e dalla tasca della sua cartella prese una caramella.
“E’ del mio gusto preferito, ma son felice di donarla,
alla tua amica devi portarla, affinché possa consolarla”.
Orgogliosa e raggiante, Adelante volò via seduta stante.
Un cuore altruista fa sempre da apripista, tant’è che ancora un ingrediente
finì nel magico recipiente.
L’Amore
Su un’aia lì vicina, poggiava l’arnia di sua Maestà, la vecchia Regina,
che di tutte le api della collina
ne era la mamma o… la nonnina.
Come ogni sovrana, per rettamente agire,
del suo Regno stava ben a sentire
quanto nell’aria si andava a dire.
Allertata dal gran vociare
la Regina esordì, senza star troppo a pensare:
“Ditemi cosa fare, che una vita dobbiam salvare!”
Tra tutti i saggi dell’alveare
il più dotto le rispose senza dubitare:
“Mielina avrà una speranza
ricevendo quella magica sostanza
che per guarire è di estrema importanza”.
Poiché di vita una madre non ne dà mai a sufficienza,
da un suo ossicino, la Regina le donò quell’essenza.
Tra i fuchi il più lesto era Girello
che, messo il casco ed il mantello,
volò via con quella linfa nel secchiello.
Un cuore amorevole dona sempre in modo lodevole e grazie a quell’ardire l’
ultima goccia poté finalmente comparire.
Così Favetto, un dottore molto sapiente,
ben benino mescolò ogni ingrediente,
per fare finalmente,
la medicina alla sua paziente.
Dopo tanto fare,
oggi Mielina, coi suoi amici, può giocare
e, passando di fiore in fiore, di nuovo volare.
Insegnamento
Di quei fatti se ne sente ancora parlare
e a noi tutti ha dato da pensare
perché, anche senza strafare,
è col nostro agire, che gli altri possiamo aiutare.
Un bene in noi racchiudiamo,
così prezioso che non immaginiamo
quanto ad una vita gioviamo
se solo un pochino ne doniamo.



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