Cit.: «E’ importante (donare – n.d.t.) perché si possono salvare delle vite. E’ importante proprio come gesto per gli altri e penso che sia sufficiente questo. Siccome penso che chi fa questo gesto non ci rimette niente, assolutamente, perché dal punto di vista così fisico sembra anzi che si stia anche meglio, è controllato da chi fa il prelievo. Quindi chi può, lo faccia: ce n’è bisogno». Gianluigi Trovesi
Tavola rotonda - Cristina Parodi intervista: - Prof.Giuseppe Remuzzi, Direttore Dipartimento Immunologia e Clinica dei Trapianti; - Dott. Michele Colledan, Direttore dipartimento di Chirurgia; - Fabio Mussi, trapiantato; - Oliver Bigoni, trapiantato; - Monica Galizzi, madre di una donatrice.
Questo è stato il programma della serata. Come Crazy Team siamo felici: un sogno che è diventato realtà, nel vedere come le “3A” ovvero Aido, Admo e Avis, abbiano potuto diffondere la cultura della donazione insieme. Associazioni che già nei piccoli paesi da sempre diffondono la donazione e la cultura del dono. Avemmo l’occasione di incontrare Monica Galizzi proprio in una serata in cui si parlava di donazione. Ci rimasero impresse le sue parole di Monica: nel suo racconto, il ricordo della figlia Gessica morta a 19 anni di emorragia cerebrale. Monica raccontò come la figlia in occasione del funerale del nonno in cui aveva visto il gagliardetto di Aido, avesse espresso in caso di morte la volontà di donare gli organi. Da quel discorso con la figlia, la decisione di Monica. Monica che ebbe il coraggio di dire che la vita è fatta di momenti belli e di momenti brutti, ma che è pur sempre vita e che la vita deve continuare. Monica invitò tutti ad esprimere se si vuole o meno donare gli organi per non demandare questa importante decisione ai propri cari. Monica che raccontò il coraggio di non voler conoscere chi ha ricevuto gli organi della figlia: “E’ un dono di Gessica e non mi sembra il caso di importunare chi ha ricevuto gli organi”. Ma come Crazy Team siamo ancor più felici di aver incontrato di nuovo il noto jazzista bergamasco Gianluigi Trovesi. Abbiamo avuto l'occasione di ascoltarlo “all’opera” (e più di una volta) nella rivisitazione delle opere classiche e ci ha fatto sognare. Ma non solo: come Crazy Team abbiamo avuto anche l’occasione di raccogliere uno spot in cui il grandissimo Trovesi, da "buon musicista di banda” e da cittadino di Nembro, promuove la donazione di sangue. Trovesi all’opera quindi anche negli AvIpS: un bergamasco di una semplicità disarmante, lo si può trovare al tavolo in una cena in ad Oltre il Colle così come a Oneta dove si è recato per ascoltare una semplice Banda ma diretta dalMaestro Gianmarco Epis. E vedere Trovesi con la stessa semplicità interpretare i restauri di Lorenzo Lotto a Santa Maria Maggiore a Bergamo. Una serata in cui non è mancato il buon cuore...
Fabio Volo: «[...] Ma tu non ho capito, tu sei ateo, sei religioso?». Erri De Luca: «Non credente. Faccio questa distinzione rispetto ad ateo perché ateo è qualcuno che esclude la divinità non solo dalla sua vita ma anche in quella degli altri. Dici: “Boh quegli altri se dicono che sono credenti hanno una notizia, una favola insomma. Si devono inventare qualcosa”. Mentre invece io sono non credente cioè escludo la divinità dalla mia vita, ma penso che qualcuno che ha fede può avere una notizia, un intimità che io non possiedo - tra le tante che non possiedo -. Quindi me lo tendo per me il fatto che non sono credente». Fabio Volo: «Ma C’è qualcosa nella tua storia che ti seduce comunque di quel mondo, perché hai tradotto pezzi, hai studiato l’ebraico da solo insomma…» Erri De Luca: «Sì, sì, sì, sì…». Fabio Volo: «Hai tradotto pezzi della Bibbia. Cosa ti seduce di quel mondo mistico, della religiosità?». Erri De Luca: «Beh, perché in quella storia dell’antico testamento che ha il suo originale in ebraico, lì ci sta una notizia dell’avvento del monoteismo. Questa divinità viene, sbaraglia tutti i politeismi che c’erano prima… Ma doveva tenere una bella potenza… E non si è affidata ad una potenza militare, non si è imposta con l’impero con degli eserciti, si è imposta attraverso la storia di quella parola che è andata a comunicare e quindi quella lì ci sta una forza d’urto». Fabio Volo: «Tu auspichi qualcosa in futuro che deve venire e fare lo stesso esercizio? Non so, l’uomo piuttosto che una parola nuova». Erri De Luca: «Rispetto a quella scrittura, lì c’è una divinità che dice e poi le cose avvengono. Prima dice: “Sia luce”. E poi la luce si accende. Se non dice “sia luce”, la luce non si accende. Perché è la sua parola che fa avvenire le cose, è la sua parola che porta la massima responsabilità delle cose create. Ecco a noi farebbe comodo una parola che porta la responsabilità di quello affermato». Fabio Volo: «Che anticipa le cose…». Erri De Luca: «Che dice, che afferma e che porta responsabilità e conseguenze di quello che afferma. Invece oggi da noi qualcuno può dire qualunque cosa e smentirlo il giorno dopo e tutti quanti si congratulano con lui per la precisazione». Intervista ad Erri De Luca - Volo in diretta 5 aprile 2012
We shall overcome We shall overcome We shall overcome someday Here in my heart, I do believe We shall overcome someday
We’ll walk hand in hand We’ll walk hand in hand We’ll walk hand in hand someday Here in my heart, I do believe We’ll walk hand in hand someday
We shall live in peace We shall live in peace We shall live in peace someday Here in my heart, I do believe We shall live in peace someday
We are not afraid We are not afraid We shall overcome someday Well here in my heart, I do believe We shall overcome someday
We shall overcome We shall overcome We shall overcome someday Here in my heart, I do believe We shall overcome someday
We shall overcome someday
Avremo ragione di tutto questo
Avremo ragione di tutto questo avremo ragione di tutto questo avremo ragione di tutto questo un giorno qui nel mio cuore, io credo profondamente che avremo ragione di tutto questo un giorno
Cammineremo mano nella mano cammineremo mano nella mano cammineremo mano nella mano un giorno qui nel mio cuore, io credo profondamente che cammineremo mano nella mano
Vivremo in pace vivremo in pace vivremo in pace un giorno qui nel mio cuore, io credo profondamente che vivremo in pace un giorno
Noi non abbiamo paura noi non abbiamo paura avremo ragione di tutto questo un giorno sì, qui nel mio cuore, io credo profondamente che avremo ragione di tutto questo un giorno
Avremo ragione di tutto questo avremo ragione di tutto questo avremo ragione di tutto questo un giorno qui nel mio cuore, io credo profondamente che avremo ragione di tutto questo un giorno
«Sono colto in un sogno e miei sogni si avverano - Difficile credere che questo stia succedendo a me» (I'm caught in a dream and my dreams come true - It's so hard to believe this is happening to me). Tratto dal brano “I Was Born To Love You” dei Freddie Mercury
«Caritas Numquam Excidit»: L'amore non cade mai (Love Never Fails). (1 Cor 13, 1-8)
Nascere. Dare il via ad un nuovo percorso. Un nuovo cammino in questa meravigliosa cosa chiamata vita. E importa se si è “nati negli Usa” (Born In The Usa – Bruce Springsteen) o altrove. Non importa se si è “nati per essere selvaggi” (Born To Be Wild - Steppenwolf) o meno. Non importa se si è “nati per morire” (Born To Die – Lana Del Rey) o per vivere veramente e non semplicemente per esistere. Non importa se si è “nati in questo modo” (Born In This Way – Lady Gaga) o in un altro modo. Non importa se si è “nati per correre” (Born To Run – Bruce Springsteen) o semplicemente per camminare. Dove ci condurrà la vita non è importante. Anzi a dire il vero come Crazy Team Avis Villa, non sappiamo nemmeno quello che è veramente importante. Quello che sappiamo è che ad Ardesio (Comune attiguo a Villa d’Ogna situato quindi in Valle Seriana in provincia di Bergamo) è nata una “nuova vita” (New Born – Muse): una nuova avis è stata fondata per non far mancare mai il sangue là dove vi è bisogno. Venerdì 13 aprile 2012 alle 20,30, presso la sala consiliare del Comune di Ardesio c'è stato un incontro pubblico dove si è potuto in concreto essere i protagonisti di questa nuova nascita e per reperire nuovi donatori che possono sostenere questa nuova avis. Ma perché creare una nuova avis? Beh i più clementi con il Crazy Team staranno pensando “ma questi sono dei sognatori e di questi sogni sono ostaggi”, quelli più critici penseranno “ma questi sono proprio dei fuori di testa… Nomen omen e loro oltre che essere pazzi sono anche…” (al posto dei puntini pensate ai turpiloqui che volete). Può essere che in entrambi i casi abbiano ragione. Ma davanti all’immancabile caffè, una volta un’amica che per lavoro salva ogni giorno delle vite e vede in faccia ogni la linea sottile tra vita e morte, ci fece questa domanda: “Cosa c’è di razionale nella vita?”. Come Crazy Team pensavamo di avere in tasca le risposte, partimmo con un elenco lungo e pesante come la peperonata alle nove del mattino. Alla fine ci chiese di nuovo: “Sì ma cosa c’è di razionale?”. Prendemmo un altro caffè pensando che le nostre argomentazioni fossero troppo grandi ed elevate – i soliti “modesti”: ci pensavano dei grandi geni - per essere spiegate (e con non poca arroganza, anche capite). Ci condusse in una sala, da lì si potevano ascoltare i vagiti dei neonati e ci disse: “Vedete Crazy Team, nella vita due sono le cose importanti: l’amore e la salute. Ed entrambe queste non dipendono dalla nostra volontà”. Noi che cercavamo di razionalizzare tutto, quelli che avevano sempre in tasca una soluzione a tutto, ce ne andammo capendo di non avere una risposta a quella semplice domanda. Anzi prendemmo anche un altro caffè senza sapere il perché ci piace tanto:semplicemente constatammo che ci piace un sacco (nel senso che forse un sacco basta per contenere appena il caffè che il Crazy Team beve in un giorno – dai siamo Crazy Team e concedeteci la battuta). Forse un perché a questa nuova nascita, a questa nuova avis, razionalmente non c’è: in un periodo di crisi, dove la fiducia sembra venire meno così come il sorriso sulla bocca della gente, dove paiono ancor più forti le parole della poesia “Nati in mezzo a questo” (Born Into This) di Charles Bukowski, forse sarebbe più indicato semplicemente chiudersi in se stessi. Ma quello che il cuore indica e la mente non può capire è che la donazione di sangue, fatta in modo gratuito, volontario e anonimo è semplicemente un gesto d’amore. In Avis da sempre “io sono nato per amarti” come nel brano “I Was Born To Love You” di Freddie Mercury. E i gesti d’amore, come ricorda anche Vasco Rossi nel brano “Una canzone per te”, sono così, sono come “le canzoni son come i fiori nascon da sole e sono come i sogni e a noi non resta che scriverle in fretta perché poi svaniscono e non si ricordano più”. Grazie quindi ha chi ha dato retta ad un sogno: grazie al nostro Franco (Francesco) Scandella, consigliere Avis Provinciale Bergamo nonché vicepresidente Avis Villa d'Ogna, che ha avuto la pazienza di ascoltare il Crazy Team davanti ad un caffè mentre gli veniva raccontato un sogno. Grazie alle persone - e ad alcuni donatori - di Ardesio che hanno fin da subito compreso questo sogno. Last but not least (ultimo ma non il meno importante), grazie di cuore alla commissione nuove avis nonché a tutto il consiglio avis provinciale di Bergamo rappresentato dal presidente Oscar Bianchi, e del vicepresidente Franco Cortinois - membro della commissione "nuove avis" - per aver creduto ancora una volta che nell’alta Valle Seriana - come dimostrato anche a Valbondione - il cuore non verrà mai meno... «Caritas Numquam Excidit»: L'amore non cade mai (Love Never Fails). (1 Cor 13, 1-8)
Incontro pubblico nella sala consiliare (venerdì 13 aprile 2012, alle 20, 30 – n.d.t.) dove l’avis di Ardesio ha fatto il passo iniziale». Donato Guerini, assessore servizi sociali comune di Ardesio: «Come amministrazione abbiamo accolto molto volentieri questa iniziativa. Personalmente come assessore ai servizi sociali ho dato pieno appoggio: sono anch’io un donatore avis da alcuni anni. Ovviamente non sono tesserato avis ad Ardesio perché la sezione non c’è, nel caso riuscissimo in quest’iniziativa, sicuramente verrei anch’io a far parte della sezione di Ardesio». Dopo la costituzione della sezione di Vabondione nata due anni fa e quella di Pallavicina, tocca al centro seriano incrementare i numeri della donazione resi pubblici dal presidente provinciale Oscar Bianchi nel recente incontro annuale ospitato in Fiera a Bergamo. Oscar Bianchi, presidente Avis Provinciale Bergamo: «Mi auguro che avvenga il prima possibile perché la voglia di fare bene soprattutto in questo territorio dove stiamo investendo parecchio anche a dimostrazione del fatto che a breve apriremo l’unità della raccolta di plasmaferesi in quel di Piario,. Abbiamo trovato delle importanti e sollecite risposte. E quindi credo sia la classica dimostrazione che il territorio della provincia di Bergamo risponde bene alla chiamate quando il bisogno c’è e nel nostro caso la raccolta di sangue: c’è sempre bisogno e ce ne sarà sempre. E quindi credo che la miglior dimostrazione è continuare nella’azione di promozione, di quella di divulgazione e costituzione delle nuove avis». Un ringraziamento particolare va a Franco Scandella, consigliere Avis Provinciale Bergamo nonché vicepresidente Avis Provinciale Villa d’Ogna che ha avuto la pazienza di ascoltare e la volontà di adoperarsi con determinazione e spirito altruistico. Franco Scandella, consigliere Avis Provinciale Bergamo: «L’inizio ci deve essere sempre. Poi percorrendo il percorso e andando avanti, sicuramente le persone e i donatori poi si avvicineranno. Comunque Valbondione è partito bene, un po’ di difficoltà all’inizio ma in tutte le Avis è così, ma io ho fiducia in Ardesio».
Primi passi per la fondazione Avis Ardesio presso la sala consiliare venerdì 13 aprile 2012. Oscar Bianchi presidente Avis Provinciale Bergamo: «L’idea è proprio quella di andare a costituire qui ad Ardesio la 158esima Avis della provincia di Bergamo. Le premesse sono buone, ringrazio da subito l’amministrazione comunale che si è resa disponibile a questo intervento sulla propria cittadinanza e mi auguro che avvenga il prima possibile perché la voglia di fare bene, soprattutto in questo territorio dove stiamo investendo parecchio anche a dimostrazione del fatto che a breve apriremo l’unità della raccolta di plasmaferesi in quel di Piario, ed abbiamo trovato delle importanti e sollecite risposte. E quindi credo che sia la classica dimostrazione che il territorio della provincia di Bergamo risponde bene alle chiamate quando il bisogno c’è. Nel nostro caso la raccolta di sangue: c’è sempre bisogno e ce ne sarà sempre e quindi credo che la miglior dimostrazione è continuare nell’azione di promozione, divulgazione e costituzione delle nuove avis». Franco Cortinovis, vicepresidente Avis provinciale Bergamo: «Siamo presenti questa sera ad Ardesio (13 aprile 2012 – n.d.t.) per cercare di creare una nuova sezione Avis. Faccio parte della commissione nuove avis ed è il motivo per cui, con altri membri del consiglio provinciale avis, siamo stati presenti questa sera. L’intento è proprio quello di costituire una nuova sezione avis nel comune di Ardesio, dove dicono ci sono parecchi volontari, ma non sono ancora coordinati. Il nostro intento è proprio questo: siam venuti a parlare di avis, della nostra associazione che con orgoglio in provincia di Bergamo conta più di 36mila iscritti, raccogliamo più di 71mila sacche di sangue e per questo siamo la prima provincia, in rapporto popolazione su numero di iscritti in tutta Italia. E’ con orgoglio che possiamo dare questi numeri ed è con orgoglio se potremo andare a dire il prossimo anno, alla prossima assemblea dell’avis: “E’ nata una nuova avis anche ad Ardesio”. Questa sera abbiamo incominciato a mettere le prime basi, vedere se ci sono delle possibilità, l’idea è proprio che si riesca a costruire qualcosa di buono, vedremo: sarà il tempo a dire se riusciremo a costituire un’avis anche ad Ardesio. Sicuramente i presupposti sono buoni: abbiamo sentito anche già delle persone, la voglia c’è. Da parte nostra cercheremo di dare tutto il supporto possibile che servirà come Avis Provinciale, per riuscire a far costituire questa nuova avis. Per i donatori poi, le donazioni verranno effettuate a Piario. Come Avis Provinciale, proprio in questo periodo stiamo cercando di potenziare proprio questa unità, creando una sezione di plasmaferesi. Questo permette una donazione di sangue mirata, non solo come sangue intero ma anche come emocomponenti che sono le donazioni del futuro, donazione che vengono utilizzate maggiormente».
«E’ in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. […] La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo». Tratto da “Il libro dell’inquietudine” di Fernando Pessoa
«E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna, pensieri che qualcuno pensa? ». Tratto da “Il libro dell’inquietudine” di Fernando Pessoa
«“Beauty is my power” "Mirror, mirror on the wall, Who is the fairest fair of all?": specchio, specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?». Ravenna (Charlize Theron), la strega cattiva di "Biancaneve e il cacciatore" nel film "White Snow & The Huntsman"
«A Villa D'Ogna nasce la prima applicazione "Avis" per i cellulari»: con questo titolo l’applicazione - l’app - realizzata da Niki del Crazy Team Avis Villa d’Ogna per i cellulari Nokia, è “sbarcata” sul sito Avis Nazionale. Wow... that’s party: musica, ballerine, coriandoli, stelle filanti, danzatrici del ventre, ragazze pom-pon, elefanti, etc… Visto che ultimamente siamo andati un po’ lunghi, o meglio siamo stati in pratica "pesanti come la peperonata alle nove del mattino" (battuta di Fabio Volo), vi riportiamo subito quanto inserito sul sito di Avis Nazionale (scherzi a parte ringraziamo di cuore i curatori del sito avis nazionale per aver inserito l’app di Niki). «È nata la prima applicazione per telefoni cellulari targata "Avis"! Disponibile gratuitamente sul sito Ovi Store della Nokia (www.ovi.com), questa app è stata sviluppata dall'Avis Comunale di Villa D'Ogna (BG), attivissima sul fronte della comunicazione online! Attraverso questo piccolo applicativo, gli utenti potranno essere sempre aggiornati sulle ultime novità della sede e potranno accedere direttamente, in ogni momento e in ogni luogo, ai video caricati sul canale Youtube http://www.youtube.com/user/AvisvilladOgna».
Ora, visto che il party sta per iniziare siamo di corsa. Avevamo preparato un discorso da premio Oscar con tanto di finte lacrime, ma ve lo risparmiamo. Passiamo invece al premio per Niki. Non è chiaramente la statuetta, ma una cena con una ragazza. “Come Niki, stai chiamando Katie Holmes?” Qui non ci siamo… “Click” [si sente il rumore di un telefono che viene riagganciato]. Oh, Niki è tanto bravo e geniale con le crazy innovazioni avis, così quanto è modesto nel chiedere di Katie. Aspettate che prendiamo il cellulare. Menu - Nomi – Snow White. Niki lascia fare. Come “chi è Biancaneve (Snow White)”? Beh, Niki dovresti conoscere le favole… No dai, non ti preoccupare, stiamo chiamando le protagoniste del film “Snow White & The Huntsman”. Visto che tu sei il festeggiato caro Niki, abbiamo noleggiato una Porsche e ti facciamo uscire a cena niente di meno che con “Biancaneve” ovvero Kristen Stewart (la “Bella” di Twilight). Ah, un piccolo dettaglio: attento che la sta cercando Eric (Chris Hemsworth) il cacciatore e magari te lo ritrovi a cena. Va beh, gli altri del Crazy Team si accontenteranno di Ravenna, la regina cattiva… ma bella visto che si tratta di Charlize Theron. E come dice Charlize: “Beauty is my power” ovvero "la bellezza è la mia potenza". “Beauty is my power” "Mirror, mirror on the wall, Who is the fairest fair of all?": specchio, specchio delle mie brame chi è la più bella del reame? Che ci vuoi fare Niki, qualcuno deve pure correre il rischio di avvicinare la strega cattiva e di convertirla. Ah sempre a proposito di streghe cattive (ma belle) e sempre a proposito di film su Biancaneve: nel 2012 oltre a Charlize, anche Julia Roberts nel ruolo di strega cattiva nel film “Mirror Mirror”. Va beh… Niki è occupato con Biancaneve anche se adesso sta arrivando il cacciatore, che è un po’ arrabbiato. Il resto del Crazy Team è stato invitato dalla strega cattiva (o meglio dalle streghe cattive). ”Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo» (tratto da “Il libro dell’inquietudine” di Fernando Pessoa): vediamo un meraviglioso castello, metafora del nostro sito e delle meravigliose idee di Niki. Bottiglia di vino fresca e thermos di caffè. Ora vi lasciamo: Ravenna (Charlize Theron) ci ha aperto e ci sta aspettando…
«[…] Non è l'appartenenza a tali categorie, ma sono i comportamenti a rischio che possono compromettere la sicurezza del sangue donato; ad esempio comportamenti a rischio sono i rapporti sessuali, soprattutto non protetti, con più partner eventualmente sconosciuti, sia omo che eterosessuali». Dott. Pasquale Spagnuolo Responsabile delle Politiche Sanitarie di AVIS Nazionale
«Perché no? Perché non possono donare le persone omosessuali? Come Crazy Team facciano nostre le parole che Fabio Volo ha pronunciato nella sua trasmissione radiofonica “Il volo del mattino”: “A te come a me – io credo di essere la cosa più lontana dall’omosessualità, sono al di là dell’essere omofobico, sono dall’altra parte sono wamanizer cioè per me la donna è una roba extraterrestre – però questo cosa significa? Queste persone devono avere lo stesso diritto che abbiamo noi… […] Allora esprimere un sentimento d’amore, è esprimere un sentimento d’amore […]Allora perché due non lo possono fare con gli stessi diritti degli altri. Allora perché uno non deve avere questo diritto. Perché no, perché no? Io sto difendendo gli omosessuali che sono womanizer, sono fissato con le donne. Ma io dico perché no”». Crazy Team Avis Villa d’Ogna in merito alla donazione di sangue di persone omosessuali
La notizia
Donazione del sangue vietata agli omosessuali nel Varesotto La denuncia di Arcigay: un rifiuto che viola la Costituzione Ansa - 22 marzo, 19:44
Nella nota dell’Ansa – come Crazy Team Avis Villa nell’ottica della trasparenza che da sempre ci contraddistingue la riportiamo in versione integrale – si legge: «Chi ha rapporti omosessuali non puo' donare sangue nella sede Avis ospitata dall'ospedale di Somma Lombardo. Lo denuncia l'Arcigay in un comunicato. 'La segnalazione - si legge nella nota dell'Arcigay - arriva da un giovane donatore che ha fotografato presso la sede Avis ospitata dall'ospedale di Somma Lombardo, un cartello esposto in sala d'attesa in una bacheca che elenca i 'rapporti omosessuali' tra i criteri di esclusione alla donazione. E' un rifiuto ingiustificato e penoso - continua la nota - che viola il principio di non discriminazione sancito dalla Costituzione e che non ha riscontro nei dati scientifici'».
La notizia, con le precisazioni del merito, è stata ripresa anche dal quotidiano "il Giorno".
"Vietata donazione sangue a chi ha rapporti omosessuali" La risposta: nessun atto discriminatorio La replica alla denuncia di Arcigay, secondo cui nella sede dell’Avis, ospitata dall’ospedale di Somma Lombardo, un cartello elencherebbe i ‘rapporti omosessuali’ tra i criteri di esclusione alla donazione Il giorno – 22 marzo 2012
Da quanto pubblicato sul quotidiano “Il giorno” si precisa: «"Tutti i potenziali donatori di sangue, senza discriminazione di sorta, sono sottoposti a valutazione medica e ad accertamenti clinici previsti dalle norme per l'idoneità alla donazione e a tutela di chi riceve il sangue". Non si è fatta attendere la risposta della direzione sanitaria dell’Azienda Ospedaliera di Gallarate che ha replicato alla denuncia di Arcigay, secondo cui nella sede dell’Avis, ospitata dall’ospedale di Somma Lombardo, un cartello elencherebbe i ‘rapporti omosessuali’ tra i criteri di esclusione alla donazione. "L’Azienda ospedaliera di Gallarate, che ospita la sezione Avis nei suoi locali dell’ospedale Bellini di Somma Lombardo - continua la nota - precisa che nessun comportamento discriminatorio é mai stato messo in atto nei confronti di persone omosessuali. Quanto riportato a seguito delle dichiarazioni dell’Arcigay non corrisponde alla verità dei fatti’’». A seguire nell’articolo anche le parole dell’Arcigay e del Cig – Centro Iniziative Gay.
Prima di lasciarvi alle dichiarazioni del dott. Pasquale Spagnuolo, Responsabile Politiche Sanitarie di AVIS Nazionale e riportate anche sul sito proprio di avis Nazionale - per correttezza le riportiamo di seguito integralmente -, come Crazy Team Avis Villa, lasciateci solo fare alcune considerazioni. Avevamo già trattato sul nostro sito questo argomento e ribadiamo quello che inserimmo. Avevamo già chiarito che la nostra è un’associazione areligiosa e apolitica – no politics or religion – in cui si dona il sangue in modo gratuito volontario e anonimo. Ma non solo: per noi e per l’avis “We Are The Same”, siamo tutti uguali come nel brano dei Sick Puppies. Questo è l’Avis Pride: l’orgoglio di essere donatori di sangue, tutti uguali, quel Pride - orgoglio nel nome dell'amore - come nel brano degli U2. Non si fanno distinzioni di razza di sesso di religione. E non solo, non interessano i comportamenti sessuali di nessuno: per noi è solo amore, di qualsiasi amore si tratti. “Nothing’s gonna change my world”: niente (e nessuno) vuole cambiare il (mio) mondo di chiunque – Tratto dal brano “Across The Universe” dei “The Beatles” qui nella meravigliosa cover di "Rufus Wainwright". E come ben precisa il dottor Spagnuolo, per la sicurezza del sangue donato che va a salvare persone che lottano per la vita, quello che interessa «sono i rapporti sessuali, soprattutto non protetti, con più partner eventualmente sconosciuti, sia omo che eterosessuali». Rapporti a rischio che fanno scaturire una sospensione temporale e non permanente: quando si ha un partner fisso (o anche più, ma fissi) – non interessa quindi se la relazione è omosessuale o eterosessuale – tutti, se in buona salute, possono donare. Lasciateci solo aggiungere le parole che avevamo già riportato sul nostro sito: «Perché no? Perché non possono donare le persone omosessuali? Come Crazy Team facciano nostre le parole che Fabio Volo ha pronunciato nella sua trasmissione radiofonica “Il volo del mattino”: “A te come a me – io credo di essere la cosa più lontana dall’omosessualità, sono al di là dell’essere omofobico, sono dall’altra parte sono wamanizer cioè per me la donna è una roba extraterrestre – però questo cosa significa? Queste persone devono avere lo stesso diritto che abbiamo noi… […] Allora esprimere un sentimento d’amore, è esprimere un sentimento d’amore […]Allora perché due non lo possono fare con gli stessi diritti degli altri. Allora perché uno non deve avere questo diritto. Perché no, perché no? Io sto difendendo gli omosessuali che sono womanizer, sono fissato con le donne. Ma io dico perché no”».
«AVIS ha, tra i suoi obiettivi prioritari, la promozione della donazione periodica, volontaria, non remunerata, anonima, responsabile finalizzata a garantire, insieme agli altri attori del sistema, adeguate quantità di sangue e dei suoi derivati, sicure e di qualità, per tutti gli ammalati che ne presentano la necessità. Inoltre, in molte realtà collabora direttamente con il sistema trasfusionale in via convenzionale nella selezione del donatore e nella raccolta di sangue e di emocomponenti. Per garantire il rispetto dei principi di massima sicurezza e qualità esistono numerosi riferimenti normativi per la stesura dei quali AVIS ha fornito e fornisce un significativo contributo. Tra questi riportiamo il Decreto Ministeriale 3 marzo 2005: "Protocolli per l'accertamento della idoneità dei donatori di sangue e di emocomponenti" che nell'Allegato 4 stabilisce i criteri di esclusione permanente e temporanea. "Esclusione permanente: persone il cui comportamento sessuale le espone ad alto rischio di contrarre gravi malattie infettive trasmissibili con il sangue." "Esclusione temporanea: rapporti sessuali con persone infette o a rischio di infezione da HBV, HCV, HIV. Esclusione per 4 mesi dall'ultima esposizione al rischio." Le norme vigenti non intendono discriminare a priori una "categoria" di persone, ma assegnano al medico responsabile della selezione del donatore il compito di individuare, indipendentemente dall'orientamento sessuale e dal genere, eventuali comportamenti sessuali a rischio cui conseguono l'esclusione permanente o temporanea. Per garantire pertanto la sicurezza del donatore e del ricevente la trasfusione si deve almeno: - ricorrere a donatori periodici, volontari, non remunerati, anonimi, responsabili; - effettuare una accurata selezione del donatore; - eseguire i test a disposizione per l'individuazione delle principali malattie infettive trasmissibili, cui si aggiungono altri interventi più specialistici. Cardine quindi di questo percorso è la selezione del donatore di sangue che avviene attraverso una serie di procedure atte a valutarne l'idoneità alla donazione stessa. Esse prevedono un colloquio anamnestico col Medico responsabile della selezione del donatore seguito da eventuale visita medica; una serie di esami di laboratorio; la lettura di una nota informativa circa la potenzialità di trasmettere infezioni con la donazione; infine la sottoscrizione di un modulo di consenso informato attraverso il quale il donatore periodico o aspirante tale risponde ad una serie di domande, comprese l'esposizione a eventuali comportamenti cosiddetti "a rischio". Pertanto ogni condotta potenzialmente a rischio deve essere riferita al Medico responsabile della selezione del donatore per consentirne una adeguata valutazione. La firma del consenso informato è un atto dovuto, con l'impegno a fornire risposte veritiere tali da rendere la successiva donazione di sangue e/o emocomponenti un atto "responsabile" e sicuro. Tutto ciò a prescindere dalla appartenenza a quelle che vengono considerate comunemente "categorie a rischio" anche sulla base delle abitudini sessuali (vedi omosessuali). Non è l'appartenenza a tali categorie, ma sono i comportamenti a rischio che possono compromettere la sicurezza del sangue donato; ad esempio comportamenti a rischio sono i rapporti sessuali, soprattutto non protetti, con più partner eventualmente sconosciuti, sia omo che eterosessuali. A tal fine ricordiamo che nelle linee guida per la selezione del donatore di sangue e di emocomponenti stilate dalla Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia (SIMTI) in collaborazione con AVIS ed altre tre Associazioni di volontariato del sangue non si fa mai riferimento alla popolazione degli omosessuali, che come tali non vengono in alcun modo discriminati, né tantomeno esclusi dalla donazione».