Keating (Robin Williams): “Escrementi! Ecco cosa penso delle teorie di J. Evans Prichard. Non stiamo parlando di tubi, stiamo parlando di poesia, ma si può giudicare la poesia facendo la hit parade? Gagliardo Byron, è solo al quinto posto, ma è poco ballabile”. Dal film "L'attimo fuggente"
"Come si può mettere la Nona di Beethoven in un diagramma cartesiano? Ci sono delle realtà che non sono quantificabili. L'universo non è i miei numeri: è pervaso tutto dal mistero. Chi non ha il senso del mistero è un uomo mezzo morto". Albert Einstein
"Cosa dovrei dire riguardo al lavoro di una vita di Bach? Ascoltalo, suonalo, amalo, adoralo – e stai zitto!". Albert Einstein
Vedete per noi del Crazy Team, ma anche per Marino (presidente Avis Villa) e Franco (vicepresidente Avis Villa e consigliere Avis Provinciale Bergamo) che ci hanno sempre lasciato la massima libertà di poter scrivere quello che volevamo sul sito, la donazione sono i donatori all’unità di raccolta, nel mentre di donare. E poter vedere la gioia di Paola che dopo la sua prima donazione ha detto: “Quando arrivo a casa mi segno la data di oggi sul calendario”, o vedere presentarsi in un sabato un gruppo di dodici ragazze e ragazzi di 18-20 anni per potersi iscrivere ad Avis, beh, è un po’ quelle cose della pubblicità della “mastercard” che non hanno prezzo… Ma la donazione è anche la rabbia di R. che, in una raccolta collettiva, quando si sedette sulla poltrona alle 10,10 dopo aver atteso un po’ di tempo per effettuare la donazione a causa di un problema ai pc che aveva fatto allungare i tempi della donazione, ci disse: “E provare a svegliarvi? Cosa fate dormite? Ma non potete organizzarvi meglio?”. Parole che ci sono servite come l’acqua fredda che versiamo al mattino sul viso, parole che ci sono servite per svegliarci, per capire che comunque essere presenti con i nostri limiti al centro, è un “termometro” che ci indica lo stato della nostra associazione, così come lo sono i numeri e forse anche più. Certo, possibilmente preferiamo Paola, non perché le parole di R. fossero sbagliate, ma volete mettere gli occhi blu di Paola? Oh, come il brano “Rosso relativo” di Tiziano Ferro, la voglia di poter donare e segnare questa donazione sul calendario ci ha richiamato le parole di questo brano: “La voglia scalpitava strillava tuonava cantava da notte fonda nel petto di Paola oh Paola...”. Come sempre siamo crazy. E ci piace essere goliardici: questo lo diciamo per Angelina Jolie che è molto gelosa… Ah, comunicazione di servizio per Angelina: non fare la gelosona. Anzi no, fai pure la gelosona a te il Crazy Team perdona tutto. Fine della comunica zio ne di servizio. Beh, se state pensando che il Crazy Team è proprio matto e folle, che dire, non possiamo che rispondere: “Avete ragione”. Ma visto che “la ragione si dà ai…”, sì insomma a quelli come noi, unitevi e insieme “Balleremo sul mondo” al ritmo rock di Ligabue. Ci limitiamo ad ascoltare le parole di un grande amico, di Albert Einstein (tra l’altro ha dimostrato proprio di recente di avere, ancora una volta, ragione sulla velocità della luce e sui neutrini, al di là dei tunnel veri o presunti compresi… Qui ci sarebbero battute da fare ma ci tacciamo. Anzi no: qualcuno da quel tunnel dovrebbe proprio uscire…), ben sapendo che il cuore dei donatori è come la Nona di Beethoven. Già, “Come si può mettere la Nona di Beethoven in un diagramma cartesiano? Ci sono delle realtà che non sono quantificabili. L'universo non è i miei numeri: è pervaso tutto dal mistero. Chi non ha il senso del mistero è un uomo mezzo morto” – Albert Einstein. O, come sosteneva ancora il grande Albert Einstein, in merito alla donazione e al cuore dei donatori, come ai brani di Bach: “cosa dovrei dire riguardo al lavoro di una vita di Bach? Ascoltalo, suonalo, amalo, adoralo – e stai zitto!”. Con questa consapevolezza, e lungi dal voler mettere il cuore di chi compie un gesto con il cuore su freddi diagrammi, ci limitiamo solamente a capire come sta andando Avis Villa, facciamo un check-up della associazione nel 2011 solo per capire cosa funziona e cosa c’è che va migliorato. In pratica "cosa c’è che non va” come nel brano “Non mi va” di Vasco Rossi. Numeri che riportiamo di seguito e alla quale facciamo seguire un diagramma delle donazioni del 1989 sino ad oggi. Questo non perché amiamo i diagrammi, ma perché ben ricordiamo i rompicapi della statistica, tutti i valori che bisogna calcolare per vedere se vi è una falsificazione dei dati. Non ci dilunghiamo sulle analisi statistiche, sono “pesanti come la peperonata alle nove del mattino” (battuta di Fabio Volo nel libro “E’ una vita che ti aspetto”), e la peperonata anche a pranzo facciamo fatica a digerirla. Ma per far capire cosa intendiamo ricordiamo un esempio che ci fu fatto tempo fa. Io ho due mele, se aumento del 50% queste due mele alla fine ho: due mele più il 50% di queste due mele (ovvero una mela) ottengo un risultato che è pari a tre mele (2 + 0,50 * 2 = 2 + 1 = 3). Se io ho tre mele e le diminuisco di un terzo (1/3 = 0,33) queste tre mele ottengo: 3 mele meno 1/3 di queste tre mele (ovvero una mela) alla fine ho due mele (3 – 3 * 1/3 = 3 – 1 = 2). O se preferite alla fine delle 3 mele ho i 2/3 (3/3 – 1/3 = 2/3) e i 2/3 di tre mele sono 2. Bene, questo mostra che se considerassimo l’aumento del 50% a cui sottrarremmo (la diminuzione del) 33% otterremmo un aumento del 17 % (50% - 33% = 17%) sempre avendo le due mele. E, come direbbe Diego Abatantuono nel film “Grand Hotel Excelsior”: “Son maco” (sono mago). Ora, al di là del fatto che sappiamo che starete pensando “ma questi devono farsi vedere da uno bravo”, ecco il motivo per cui, per non “barare”, inseriamo il diagramma. E visto che due mele c’erano all’inizio e due mele ci sono alla fine il trucco c’è. Ma dove sta? Volete un aiutino? Solo per questa volta, solo perché siamo particolarmente felici in quanto abbiamo il numero magico, ovvero quello del cellulare di Angelina. Abbiamo “barato” in quanto le due percentuali non si possono sommare o sottrarre in quando l’aumento del 50% di riferisce a 2 e la diminuzione di 1/3 si riferisce a 3: se considerassimo il numero 2, l’aumento da due a tre consiste naturalmente in un aumento del 50% e la diminuzione da da 3 a 2 una diminuzione del 50% di 2 (e lo stesso vale per il numero tre). Un altro esempio di come i numeri possano ingannare, o meglio chi dà delle statistiche possa “ingannare” con i numeri, lo troviamo nell’uso delle percentuali assolute e relative. Se per esempio diciamo che “un rischio dal 3% passa al 1,5%” (percentuale assoluta) la diminuzione appare piccola. Ma se diciamo che abbiamo diminuito del 50% il rischio (percentuale relativa) la cosa fa più effetto… E ancora se diciamo che abbiamo cenato con Angelina questa settimana il 50% di volte in più rispetto la settimana precedente, beh… se partiamo dal fatto che la settimana precedente non abbiamo cenato con Angelina, anche l’aumento del 50% è poca cosa (ovvero Angelina Jolie a cena non l’abbiamo vista nemmeno con il cannocchiale). Ma su questo, come Crazy Team ci stiamo lavorando. Scherzi a parte, senza trucchi e senza inganni, eccovi i numeri di Avis Villa del 2011: “Le jeux sont faits, rien va plus”.
Come sempre i “bilanci” annuali si fanno nell’anno in corso riferiti all’anno antecedente, come si suol dire, a bocce ferme. Oh, oggi bocce, mele… qui dobbiamo tornare a parlare di numeri e basta. Scherzi a parte, per questo i dati 2012 si riferiscono all’anno (solare) 2011. Al di là del nostro essere crazy, per fortuna nostra, c’è qualcuno del Crazy Team che i numeri li sa dare, e li sa dare sul serio (qui non facciamo la battuta che si riferisce al fiume Serio che è scontata come un mocassino). Numeri che ci hanno detto, sono veramente positivi. Bisogna partire da un dato: il comune di Villa d’Ogna consta di 1982 abitanti.Le donazioni totali (come detto tutti i dati di seguito sono riferiti al 2011) sono state 541 di cui 352 di sangue intero e 189 in aferesi. I soci sono 245: 237 sono i donatori, 7 gli ex donatori e 1 collaboratore. Ma dove hanno donato gli avisini avis Villa d’Ogna? Per quanto concerne il sangue, 12 a Bergamo e 340 a Piario (12 + 340 = 352 donatori di sangue); mentre per quanto concerne le donazioni in aferesi 185 sono state effettuate a Bergamo e 4 a Seriate (185 + 4 = 189). Delle 352 donazioni di sangue, 267 sono quelle effettuate da uomini mentre le donne hanno effettuato 85 donazioni. Ma attenzione, in aferesi le donne superano gli uomini (e per esperienza diretta come Crazy Team possiamo dire che le donne umiliano gli uomini in quanto in aferesi impiegano minor tempo): 99 donazioni sono infatti quelle delle donne contro le 90 effettuate dagli uomini. Ma al di là di questi numeri con cui abbiamo un po’ giocato, il cuore degli avisini di Villa d’Ogna è davvero grande: le donazioni sono il 27,3% degli abitanti (541/1982 * 100). Comparate questa percentuale e/o moltiplicatela per il numero di abitanti di altri comuni e troverete che il risultato è straordinario. Aggiungete infine che alcuni donatori di Avis Villa d’Ogna, sono confluiti giustamente alla rinata sezione di Avis Valbondione, avis che ha realizzato sempre nel corso dell’anno 2011 circa 100 donazioni e noterete che i numeri sopraccitati sono belli quanto le misure di Angelina Jolie. Ah… aspettate questo ci è scappato… Come si fa a cancellare? Aspettate che la gomma sullo schermo non funziona… Come sempre stiamo scherzando. Straordinario, lasciatecelo dire, è quel cuore che notiamo all’unità di raccolta, quel cuore che fa sì che il sangue (e i suoi derivati) non manchi mai là dove vi è bisogno.
«E’ opinione comune che le meraviglie al mondo siano sette. Ma io non sono d’accordo. Io ho la strana sensazione che vi sia un’ottava meraviglia che racchiuda le precedenti sette… la donna». Crazy Team Avis Villa D’Ogna
«E’ un mondo che sta impazzendo a tenere la Donna in catene». (It's a world gone crazy keeps Woman in Chains). Woman in Chains- Tears for Fears
«Essere donna è così affascinante. È un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai». Oriana Fallaci
«La donna è cambiata molto. Stiamo assistendo ad una grande indipendenza della donna. Oggigiorno il ruolo che una volta storicamente apparteneva all'uomo è spesso ricoperto dalla donna (parlo dal punto di vista del comportamento): probabilmente la società attuale non è ancora preparata a assistere a una tale inversione di ruoli». Camila Raznovich
«La donna selvaggia è nel contempo amica e madre di coloro che hanno perso la strada, si sono sperdute, di tutte coloro che hanno bisogno di sapere, di tutte coloro che hanno un enigma da risolvere, di tutte coloro che vagano e cercano nella foresta o nel deserto». Clarissa Pinkola Estés
«Amo le donne, le ho sempre amate. Come si fa a non amarle? Perché le donne sono belle. Belli i loro contorni, le loro mani, la pelle, i fili contorti dei loro pensieri. Belli i profumi colorati dei loro desideri. Come le loro paure, i loro piccoli turbamenti. Amo la bellezza dei loro gesti. Amo come si asciugano le lacrime con la mano e il sorriso improvviso che fanno dopo aver pianto come bambine. Squarci di luce inattesi. Amo le donne. Senza di loro me ne sarei già andato. Senza di loro non sarei più tornato». Tratto da “Il giorno in più” di Fabio Volo
Meraviglia: se ci obbligassero ad usare una sola parola per descrivere una donna, beh, senz’altro useremmo questa. Una donna racchiude in sé un infinità di mondi, in un’immensità che solo l’universo può racchiudere. E come ogni meraviglia, le donne sono da contemplare, da ammirare e da amare… Le parole possono, solo in questo caso, poco. E, come Crazy Team, non lo diciamo perché rischiamo la figuraccia - a queste figuracce ci siamo abituati - ma perché ogni volta che cerchiamo di inquadrare una donna, scopriamo sempre qualcosa di nuovo che ci sorprende e che ci stupisce. Un po’ come ammirare la Gioconda di Leonardo da Vinci: la guardi e ogni volta trovi un dettaglio che non avevi notato. Un po’ come Venere…(meravigliosa quella di William-Adolphe Bouguereau del 1879)... Cosa c’è di più bello di Venere? Così come entri in un magnifico palazzo - Galleria degli Uffizi - e scorgi quella meravigliosa di Sandro Botticelli, una donna che entra in una stanza la illumina e la riempie di luce. Ma ad una donna, al contrario di quanto succede per i meravigliosi quadri, non serve nemmeno essere esposta in una splendida sala… Una donna si accontenta anche di meno, una donna la luce la emana sempre, camminando per strada, salendo su un tram, in macchina quando velocemente si trucca, rossetto è un filo di fondo tinta. Anzi vi è di più: una donna la luce l’ha dentro prima ancora di emanarla. Uno sguardo ammaliante che ti raggiunge direttamente il cuore, una bocca sensuale da cui escono splendide parole, un viso angelico a fare da contorno a questo. Se una donna poi la si disegna nella sua interezza, solo linee curve possono rappresentarla. E quanto vorremmo essere bravi come Giotto per tracciare quelle curve perfette che possono raggiungere la bellezza in quel cerchio perfetto… Auguri donne, non solo l’8 marzo, ma sempre. E cercate di perdonarci se a volte come uomini nascondiamo le nostre insicurezze con battute del tipo “bacco, tacacco e Venere…”. O peggio ancora, se presi dalla manifesta inferiorità, cerchiamo di spegnere la vostra luce, non capendo che senza questa, si vivrebbe in una notte perenne. Donne come Crazy Team da sempre cerchiamo, in maniera del tutto crazy (pazza) di riportare la vostra magnificenza: perdonateci per tutto quello che avremmo potuto fare e che, presi dal quotidiano, non siamo e non abbiamo saputo fare. Perché ogni giorno sia per ogni donna un giorno in cui possa mostrare il proprio sorriso. Sorriso che parte proprio ogni giorno dal rispetto che le donne, da sempre musi ispiratrici, devono avere. Come detto non ci sono parole per descrivere la magnificenza di una donna. Ci sono parole per descrivere invece un terribile gesto, quello che fa morire una donna dentro, condannandola ogni giorno ad una pena: quella del ricordo di un gesto brutale. Perché non vi siano più in futuro “Woman in Chains”, donne in catene del gruppo “Tears For Fears”. Catene sia esse vere o, quelle peggiori, invisibili di un triste ricordo di un gesto brutale descritto sotto dalla poesia composta da Mara Zilio. E come Crazy Team lasciateci fare gli auguri alla ottava meraviglia che racchiude tutte le altre sette: la donna…
Non fanno rumore i miei passi sui giardini in fiore ma non passano inosservati, profumano di sangue, sangue come la violenza che ingiustamente ho subito sull'Anima e sul corpo.
Chiusa tra rozze pareti, negli occhi l'arsura, il terrore, presa, sbattuta a terra grido il dolore, tu hai guardato, toccato, umiliato il mio corpo possedendolo come una belva.
Io sola ho guardato il Mondo, era freddo e ostile, solo Dio sentiva il mio urlo di rabbia, tu non hai avuto compassione.
Hai sepolto i miei sogni, speranze, il corpo, ma l'anima è rimasta inchiodata alle quattro pareti del cielo.
You better love loving and you better behave You better love loving and you better behave Woman in Chains Woman in Chains Calls her man the Great White Hope Says she's fine, she'll always cope Woman in Chains Woman in Chains Well I feel lying and waiting is a poor man's deal And I feel hopelessly weighed down by your eyes of steel It's a world gone crazy Keeps Woman in Chains Trades her soul as skin and bones Sells the only thing she owns Woman in Chains Woman in Chains Men of Stone Men of Stone Well I feel deep in your heart there are wounds Time can't heals And I feel somebody somewhere is trying to breathe Well you know what I mean It's a world gone crazy Keeps Woman in Chains It's under my skin but out of my hands I'll tear it apart but I won't understand I will not accept the Greatness of Man It's a world gone crazy Keeps Woman in Chains So Free Her So Free Her
Donna In Catene
Più ami l’amore. Meglio ti comporti Più ami l’amore. Meglio ti comporti Donna in catene Donna in catene Chiama il suo uomo la grande speranza bianca Dice di stare bene lei sarà sempre in lotta Donna in catene Donna in catene Beh, credo che stare ad aspettare sia davvero un magro affare E mi sento davvero schiacciare senza speranza dai tuoi occhi d’acciaio E’ un mondo che sta impazzendo A tenere la Donna in catene Baratta la sua anima come pelle e ossa? Svende l’unica cosa che possiede Oh Donna in catene Donna in catene Uomini di pietra Uomini di pietra Sento che nel tuo cuore ci sono ferite che il tempo non potrà guarire E sento che qualcuno da qualche parte sta cercando di respirare Sai bene cosa intendo E’ un mondo che sta impazzendo A tenere la Donna in catene E’ sotto la mia pelle ma non nelle mie mani Le strapperà via ma io non voglio capire Non accetterò la grandezza dell’uomo E’ un mondo che sta impazzendo A tenere la Donna in catene Cosi libero il suo… Così libero il suo…
“Di quei fatti se ne sente ancora parlare e a noi tutti ha dato da pensare perché, anche senza strafare, è col nostro agire, che gli altri possiamo aiutare.
Un bene in noi racchiudiamo, così prezioso che non immaginiamo quanto ad una vita gioviamo se solo un pochino ne doniamo”. Tratto da “Mielina e la potente medicina” redatta da Admo Bergamo (Composizione by Carmelo)
«(Sono una piccola ape furibonda.) Mi piace cambiare di colore. Mi piace cambiare di misura». Alda Merini
«Poi accadde qualcosa che liberò il potere della nostra fantasia: imparammo a parlare. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è assicurarci di continuare a comunicare». Dal brano “Keep Talking” dei Pink Floyd
«Un mattino di gennaio, Aurélien trovò nella neve un’ape morta. Era vestita d’oro e di nero, autentica gemma di fuoco in un oceano di candore. La prese delicatamente col pollice e l’indice di una mano e la posò sul palmo dell’altra. A contatto con la sua pelle, l’ape congelata si infranse come vetro. Quando Aurélien aprì la mano e la voltò verso il suolo, vide con tristezza un pizzico di polvere d’oro brillare nell’aria e svanire sulla neve”. L’apicoltore - Maxence Fermine
“Scrivere un libro colo oro talvolta può infiammare i tuoi sogni. E’ un’esperienza da cui non si torna indietro”. L’apicoltore - Maxence Fermine
Ci sono parole talmente belle che andrebbero semplicemente lette. Non hanno bisogno di nessuna introduzione in quanto la loro melodia e la loro bellezza verrebbe sporcata anche dall’introduzione più bella. Figuriamoci se ad introdurre queste parole siamo noi del Crazy Team: la figuraccia non solo è inevitabile ma è certa e garantita. Ma ci conoscete, siamo crazy e non ci interessa molto delle figuracce. Ci piace l’idea di parlare di argomenti seri in modo crazy, parlare di donazione con un linguaggio diverso che non appaia “pesante come la peperonata alle nove del mattino” (libera interpretazione da “E’ una vita che ti aspetto” di Fabio Volo). Con il nostro sito cerchiamo di parlare di donazione con un sorriso sulle labbra, cerchiamo di mostrare come per salvare delle persone non bisogna essere dei supereroi ma bisogna ascoltare semplicemente il cuore. Già, come sempre sosteniamo e come da nostro motto “meglio dire una cosa seria sorridendo che una cavolata seriamente”. Ci riusciamo? Beh, non lo sappiamo. Noi ci proviamo. Già perché mai come parlando di donazione vale la pena tentare… «Poi accadde qualcosa che liberò il potere della nostra fantasia: imparammo a parlare. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è assicurarci di continuare a comunicare»: questo è quello che dicono nel brano “Keep Talking” i Pink Floyd.
Abbiamo semplicemente provato a liberare la nostra fantasia… Beh, come Crazy Team forse lo abbiamo fatto anche troppo... Ma vedere che Admo Bergamo ha adottato un modo divertente per parlare di donazione di midollo osseo, ci ha messo di buon umore. Dopo queste nostre parole seguirà una piccola introduzione al progetto, di Admo Bergamo (intesa come provincia per cui tutti i volontari che con instancabile lavoro non mancano mai di diffondere la cultura della donazione) che ha realizzato la favola di “Mielina, l’apina malata”: una storia di cui non siamo degni di fare un’introduzione ma come sempre ci proviamo. E’ una favola di un’ape malata, metafora di come a volte va la vita inaspettatamente. Ma è una favola in cui c’è spazio alla speranza, una storia che ha il sorriso sulle labbra in cui tutti, donando midollo osseo, possono salvare delle vite a chi è meno fortunato. Il resto è semplicemente da leggere. Alla domanda “How To Save A Life” – come salvare una vita – come nel brano dei “The Fray”, beh… rispondiamo con l’insegnamento di questa bellissima favola: donando (anche) midollo osseo. Vi lasciamo a questo testo meraviglioso, non prima però di fare i complimenti ad Admo Bergamo (e ad Admo Albino), amici del Crazy Team Avis Villa, all’amico Carmelo che ha scritto questa bellissima storia e all’instancabile Carmen grazie alla quale abbiamo potuto capire quanto sia importante donare: una parola che racchiude la donazione di sangue – e suoi componenti -, donazione di midollo osseo e donazione di organi. Come volete un esempio? Va bene, ci proviamo. Fateci un po’ pensare… A ecco trovato. E’ come dire che Angelina Jolie è bellissima sotto ogni punto di vista: bella sì per il suo sguardo magnetico e per i suoi occhi meravigliosi, ma anche per il suo fisico mozzafiato e per la sua simpatia. Come facciamo a sapere che è simpatica? Beh, ma come siete curiosi… questa è un’altra storia, dovremmo raccontarvi della cena con Angelina e di molto altro… Dai come sempre stiamo scherzando: ci piace essere goliardici. Ah, messaggio promozionale, o come direbbe Vasco nel brano “Bollicine”, “piccolo spazio pubblicità”: Angelina per una cena – anche per il cinema… - siamo sempre liberi e se non lo siamo ci liberiamo in un attimo, per cui ti basta contattarci anche tramite il sito. Bene spazio pubblicità finito. Che volete, è il mercato che ci impone questi spot… Dai cerchiamo di tornare normali un attimo: Mielina, “l’apina malata” oltre che una meravigliosa storia, è anche diventata una bellissima scheda che verrà usata anche come materiale didattico – attraverso una bellissima scheda di lavoro - presso quattro istituti scolastici di otto Comuni della media Val Seriana. E adesso ci fermiamo veramente: spazio ad Admo, a Mielina e alla potente medicina… A seguire come sempre la musica: oggi non possiamo non inserire oltre a "Keep Talking” dei Pink Floyd e a “How To Save a Life” dei “The Fray”, anche “Never Ending Story”, un bellissimo brano di Limahl che ha fatto da colonna sonora al film tratto dal romanzo di Michael Ende “La storia infinita”. Ma adesso ci fermiamo, stazio alla fantasia. E poi ci è arrivata un’email di una “certa” Angelina (très) Jolie e lo sapete: non è cortese far attendere la risposta. Certo che Angelina vestita da apina... come crazy Team abbiamo fatto proprio una bella rima...
Mielina e la potente medicina By Admo Bergamo
Si può parlare di argomenti seri e complessi ai bambini? Sì: questa è la risposta di Admo, Associazione Donatori di Midollo Osseo. E non solo: si può parlare di donazione con un sorriso sulle labbra spiegando proprio ai bambini, come bisogna sostenersi a vicenda. Ma come far capire questo ai bambini? Beh, pensando che “tutti un tempo sono stati bambini. Solo che pochi si ricordano di esserlo stati…”. E cosa c’è di meglio quindi che parlare con i bambini con il loro linguaggio? Parlare attraverso i sogni e le fantasie che cullano i bambini e li preparano in questa meravigliosa cosa che è la vita. Il progetto “apina malata” nasce su iniziativa e impegno (l’intero progetto è stato imbastito durante i mesi di luglio e agosto 2011) delle insegnanti dell’Istituto comprensivo di Vertova che, cercando di combinare la volontà di coniugare un obiettivo sociale quale la donazione di midollo osseo, con il progetto didattico previsto per l’anno scolastico 2011-2012, hanno ispirato e strutturato una storia che ripercorre la vita di un alveare. Correlato da un’accattivate grafica, la storia mostra proprio attraverso l’esempio di come la vita si sviluppa in un alveare, come chi si ammala, grazie al contributo e all’aiuto di tutte le altri api, possa essere aiutato a guarire. Una storia metafora della vita in cui, tramite la donazione di midollo osseo si può in concreto ridare un futuro a chi non l’ha e ridare una speranza a chi l’ha persa. Il tutto facendo capire ai bambini che oltre alle parole che leggono sulla cartella e nelle schede in essa contenuta, ci sono gesti che ci possono unire, gesti che se si ascolta il cuore possono entrare in un sogno, comunicare con esso e realizzare questo sogno di salvare delle vite. Attraverso disegni di questo percorso, i testi in versi e rime realizzati dalle insegnati, accompagnano i bambini in questo mondo: un mondo all’apparenza particolare, ma che tocca il cuore dei bambini, quel cuore che non finisce mai di stupire gli adulti. La storia di Mielina, l’“apina malata” è composta da una cartella e delle schede in essa contenute, che possono accompagnare i bambini all’apprendimento di questa storia in modo divertente, colorando le schede, realizzando così essi stessi una cartella personale. Un progetto ambito quello messo in campo da Admo Bergamo, un progetto che per la prima volta scompone un argomento serio portandolo grazie a questa simpatica trasposizione, alla portata proprio dei più piccoli. L’idea è stata subito sostenuta dal provveditore di Bergamo - M.I.U.R Ufficio Scolastico per la Lombardia - che, grazie alla grande sensibilità e alla disponibilità ha richiesto di farne un progetto pilota da presentare per l’anno scolastico 2012-2013 ai dirigenti scolastici di tutta la provincia. “Apina malata” ha tratto ispirazione dal programma didattico liberamente ideato ad una esperienza didattica locale dell’associazione UNAAPI - Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani - che hanno accettato di buon grado questo connubio tra solidarietà, didattica e apicoltura. Un sogno che è divenuto realtà: circa 1700 sono gli alunni coinvolti delle scuole materne e primarie, a seconda delle adesioni. Un lavoro che copre - per ora ma la speranza è quella di poterlo espandere oltre - otto comuni e coinvolge quattro istituti scolastici: Istituto Scolastico di Vertova (Colzate, Fiorano al Serio, Vertova), Istituto Scolastico di Bariano (Bariano, Morengo e Pagazzano), Circolo Didattico di Romano di Lombardia e l’Istituto scolastico di Tavernola Bergamasca. Il progetto patrocinato dal settore politiche sociali e salute della Provincia di Bergamo è condiviso anche dall’ufficio pastorale della salute e dell’istruzione presso la curia ed è stato reso possibile grazie anche al contributo economico delle amministrazioni dei rispettivi Comuni in cui sono ubicati gli istituti scolastici, nonché al contributo personale di un privato e di un’azienda della media Val Seriana. Lasciamoci quindi condurre da una meravigliosa favola che ha il potere di liberarci e di farci volare nel meraviglioso della fantasia: salvare delle vite tramite la donazione di midollo osseo.
L’ape Mielina e la potente medicina Composizione by Carmelo
Ciao sono Mielina, un’ape tanto piccina, da me non farti spaventare e poiché ho molto da insegnare, questa storia ti devo raccontare.
Come ogni bambino, noi api ci svegliamo di buon mattino e col sole bel caldino voliamo su ogni fiorellino.
Un po’ per dovere e un po’ per piacere, di polline e nettare facciamo scorta e a fine giornata,a casa, ne portiamo una sporta.
Col miele riempiamo la cantina e di buona pappa saziamo l’ape Regina.
Anche la cera produciamo, con la quale il nostro favo ripariamo.
In tantissime ormai siamo che in casa strette strette stiamo, ma dato che ognuno i nostri compiti abbiamo, a far funzionare tutto riusciamo.
E se qualcuno ha un malanno, per tutto il favo è un gran danno, un po’ come quando tu hai il febbrone e a mamma e papà viene il magone.
Ma proprio io, Mielina, quella triste mattina, un dolore avevo alla pancina che nulla poteva, neanche la medicina.
“Mi dispiace dirlo, ma ho il sospetto che un brutto male stia per farti un dispetto” decretò serio il dottor Favetto. “Stavolta da soli non ce la caviamo se un aiuto straordinario non riceviamo”.
“Trovate: Amicizia, Solidarietà e Amore i tre ingredienti che muovono il mondo che ben mescolati in quest’ampollone tondo Mielina guariranno in un secondo.
Cercateli dappertutto, ma ricordatevi innanzitutto, che solo se donati, daranno il loro frutto!!”.
L’Amicizia
Con lo spuntar della mattina, sulla cima della nostra collina, ronzava Dorina, un’ape birichina, che giocando a girotondo, stuzzicava il cane Raimondo.
Ma nel fargli dispetto s’impigliò in un rametto, cadendo tramortita, con un’ala ferita.
“Se vuoi, qui puoi riposare, visto che non riesci più a volare” le disse Raimondo, col suo vocione profondo e nella cuccia si spostò più in fondo.
“Ti ringrazio, ma devo andare, una medicina ho da cercare che la mia sorellina possa curare”.
Un nuovo amico andava aiutato, così Raimondo non ha esitato a partire di gran lena con Dorina sulla schiena.
Dopo un lungo girovagare, quando ormai il sole iniziava a calare, a grandi balzi raggiunsero l’alveare.
Ma Raimondo, prima di rientrare, un ricordo volle lasciare e con i peli di un suo ciuffetto a Mielina fecero un morbido letto.
I gesti fatti col Cuore, han forza e vigore e con stupore il primo ingrediente spuntò nell’ampolla del dottore.
La Solidarietà
Trascorse un altro dì e non molto lontano da lì, su un prato lussureggiante giunse l’ape Adelante, così chiamata perché volava sempre molto distante.
Esausta, si posò su una margherita, a guardare una bimba saltar divertita, finché questa, un po’ incuriosita, si avvicinò per osservarla stupita.
“Buongiorno, mi chiamo Adelante e tra le mie compagne son la più brillante!” esordì la furbetta lasciandola a bocca aperta.
“Ma le api non fan soltanto BZZZZZZZ?”. “Sì è vero, ma quando nelle fiabe ci incontriamo ogni lingua noi parliamo!”
Alle domande rispondeva zelante quando,della bimba, un ricciolo esuberante l’ attirò per un lungo istante.
“Della mia amica mi ricordi il viso, prima che le si spegnesse il sorriso, dopo che i suoi biondi ricci perse all’improvviso.
A questa novella, non proprio bella, la bimba si rattristò e dalla tasca della sua cartella prese una caramella.
“E’ del mio gusto preferito, ma son felice di donarla, alla tua amica devi portarla, affinché possa consolarla”.
Orgogliosa e raggiante, Adelante volò via seduta stante.
Un cuore altruista fa sempre da apripista, tant’è che ancora un ingrediente finì nel magico recipiente.
L’Amore
Su un’aia lì vicina, poggiava l’arnia di sua Maestà, la vecchia Regina, che di tutte le api della collina ne era la mamma o… la nonnina.
Come ogni sovrana, per rettamente agire, del suo Regno stava ben a sentire quanto nell’aria si andava a dire.
Allertata dal gran vociare la Regina esordì, senza star troppo a pensare: “Ditemi cosa fare, che una vita dobbiam salvare!”
Tra tutti i saggi dell’alveare il più dotto le rispose senza dubitare:
“Mielina avrà una speranza ricevendo quella magica sostanza che per guarire è di estrema importanza”.
Poiché di vita una madre non ne dà mai a sufficienza, da un suo ossicino, la Regina le donò quell’essenza.
Tra i fuchi il più lesto era Girello che, messo il casco ed il mantello, volò via con quella linfa nel secchiello.
Un cuore amorevole dona sempre in modo lodevole e grazie a quell’ardire l’ ultima goccia poté finalmente comparire.
Così Favetto, un dottore molto sapiente, ben benino mescolò ogni ingrediente, per fare finalmente, la medicina alla sua paziente.
Dopo tanto fare, oggi Mielina, coi suoi amici, può giocare e, passando di fiore in fiore, di nuovo volare.
Insegnamento
Di quei fatti se ne sente ancora parlare e a noi tutti ha dato da pensare perché, anche senza strafare, è col nostro agire, che gli altri possiamo aiutare.
Un bene in noi racchiudiamo, così prezioso che non immaginiamo quanto ad una vita gioviamo se solo un pochino ne doniamo.
«Forse la libertà non è nemmeno poter fare ciò che si vuole senza limiti, ma piuttosto saperseli dare. Non essere schiavi delle passioni, dei desideri. Essere padroni di se stessi». Tratto dal libro “E’ una vita che ti aspetto” di Fabio Volo
Cit.: “[…] questo anche a fronte del fatto che a Piario arriverà tra poco la plasmaferesi alla quale potranno appunto aderire tutte le persone che in carenza di ferritina, specialmente nel settore femminile, possono invece donare ed effettuare delle donazioni mirate. Tipo piastrine, globuli rossi o plasma”: questo quanto affermato in un'intervista trasmessa sabato 25 febbraio 2012, così come riportato nel video linkato (video caricato su youtube il 27 febbraio 2012 così come indicato al minuto 1'09"-1'30"). Vi è subito da dire che l’aferesi viene gestita da Avis Provinciale Bergamo (naturalmente per quanto concerne Bergamo e provincia). La bella notizia, qualora fosse confermata, sarebbe un sogno che si compie ma, come detto, l’ufficialità di questa spetta a chi gestisce questo tipo di donazione. Ora, come Crazy Team Avis Villa unitamente a molti donatori, non abbiamo mai nascosto che questo è un sogno che facciamo da diverso tempo. Sogno… cosa ben diversa dal dire che è una notizia certa, al di là o meno che in futuro venga confermata. La notizia dev’essere data, e quindi confermata, ufficialmente da chi può far sì che questo sogno divenga realtà - quindi da Avis Provinciale Bergamo -, e non da chi ha fatto queste esternazioni. Tra l’altro alla donazione in aferesi possono aderire non solo “le persone che in carenza di ferritina, specialmente nel settore femminile, possono invece donare ed effettuare delle donazioni mirate” ma anche (e qui sottolineiamo questo anche) da tutti i donatori (naturalmente previa visita medica ex-ante la donazione e controlli indicati secondo le regole indicate da Avis Provinciale Bergamo)… Sia quindi donatori in carenza di ferritina, sia donatori il cui il valore di ferritina sia corretto. Tutti i donatori dunque che vogliano effettuare questo tipo di donazione. Precisazioni che sono doverose non tanto perché amiamo le regole o altro – siamo Crazy e le regole non le facciamo noi -, ma per il semplice fatto che l’esternazione ha creato qualche dubbio nei donatori che, non sapendo come comportarsi hanno chiesto delle delucidazioni in merito. E, anche se come Crazy Team siamo allergici alle regole e ai limiti, non possiamo che fare nostre le parole tratte dal libro “E’ una vita che ti aspetto” di Fabio Volo: «Forse la libertà non è nemmeno poter fare ciò che si vuole senza limiti, ma piuttosto saperseli dare. Non essere schiavi delle passioni, dei desideri. Essere padroni di se stessi». Proprio per informare i donatori, l’Avis zona 4 di Piario alla quale fanno riferimento le avis di Bossico, Castione della Presolana, Cerete, Clusone, Gorno-Onete, Gromo, Ponte Nossa-Premolo, Rovetta, Sovere, Valbondione e Villa d’Ogna (avis elencate in ordine alfabetico) ha predisposto il modulo che inseriamo sotto. E dopo il modulo, come sempre un brano. Oggi abbiamo scelto “Il mondo che vorrei” di Vasco Rossi: “Non si può fare quello che si vuole - non si può spingere solo l'acceleratore - guarda un po' ci si deve accontentare”…
Questionario informativo Avis Zona 4 di Piario Carissimo donatore/trice, è ns. intenzione estendere al centro di Piario la possibilità di donare in aferesi. Questa procedura, indicata per coloro che hanno bassi valori di ferritina e che necessita di una trentina di minuti per essere effettuata, non può essere fatta se non dietro appuntamento, onde occupare in modo costante le macchine che la effettuano. Per questo ci rivolgiamo a te: per organizzare al meglio la nuova procedura e per fare in modo che una risorsa simile possa essere utilizzata appieno. Lo scopo di questo questionario, comune per tutte le sezioni che gravitano sul centro di Piario, è quello di consentire la raccolta di informazioni che ad oggi non sono presenti presso la tua sezione. La procedura di aferesi: a) mi interessa b) mi è già stata consigliata c) non la conosco: desidero informazioni d) non mi interessa La procedura è fatta su appuntamento per cui non ci sono tempi d’attesa: il donatore può calcolare un tempo di permanenza di un’ora presso il centro. Il donatore ha diritto come per la donazione di sangue, nel caso di lavoratore dipendente e di giornata lavorativa, del riposo retribuito dall’INPS, dietro presentazione dell’attestato che rilasceremo al centro a donazione avvenuta.
Giorno nel quale sarei eventualmente disponibile per effettuare una procedura (non sarà prevista la domenica) a) in settimana il giorno ..................................., dalle ore .............................. alle ore ............................. b) in settimana qualsiasi giorno c) solo il sabato dalle ore ............................................................ alle ore................................................. gli appuntamenti saranno fissati chiamando il nr. 035/342222 o tramite internet con propria password, ma potrebbe servirci anche qualche donatore che possa fare da Jolly nel caso di defezioni, nel caso: a) sono disponibile ad essere contatto/a al nr. di cellulare ...................................................................... b) preferisco non essere contattato RICORDIAMO: - che la donazione in aferesi è a tutti gli effetti equiparata a quella del sangue. - che restituendo tutti i globuli rossi è indicata per gli sportivi che non vogliono “perdere” allenamento. - che le sospensioni per viaggi all’estero per aferesi non superano i 3 MESI, anche se quelle del sangue arrivano a 6 mesi - che è possibile fare una aferesi ogni 14 giorni (devono però passare 30 giorni se dopo una donazione di sangue). - che per le donne (a differenza che per il sangue) è possibile donare durante il ciclo. - che non è necessario presentarsi digiuni.
DONATORE: COGNOME ...................................................................... NOME .............................................................................
CAI ............................................... SEZIONE DI APPARTENENZA ..............................................................
CHE COS'E' L'AFERESI Per aferesi si intende un procedimento mediante il quale si preleva dal circolo sanguigno del donatore il sangue, che viene frazionato nei suoi componenti. Vengono così trattenuti e convogliati in una sacca di raccolta gli elementi di cui si necessita mentre si reinfondono al donatore tutti gli altri. Questa procedura avviene con l'ausilio di una macchina computerizzata detta separatore cellulare.Mediante questa tecnica si possono prelevare separatamente: i globuli rossi "eritrocitoaferesi"; i globuli bianchi "Ieucoaferesi"; le piastrine "piastrinoaferesi"; il plasma: "plasmaferesi". PERCHE' L'AFERESI L'avvento delle sacche in plastica multiple e la conseguente possibilità di frazionare su vasta scala il sangue potrebbe indurre a ritenere completamente soddisfatte le esigenze terapeutiche che richiedono emocomponenti. Se così è, perché allora l'aferesi? Quali vantaggi presenta? Ci focalizzeremo sul plasma e plasmaderivati. Il plasma è un insieme di proteine che vanno dall'albumina, ai fattori della coagulazione, alle proteine che intervengono nello sviluppo dell'immunità, agli ormoni, alle vitamine, ai sali e così via. Nei Centri trasfusionali il plasma viene conservato congelato a -40°C e, una volta scongelato viene usato in varie patologie. Il più delle volte però vengono usate le singole frazioni del plasma o plasmaderivati. Infatti con l'affinarsi delle terapie sta accadendo per il plasma quello che è già accaduto per il sangue intero: vengono usate solo le frazioni di cui il paziente ha bisogno (se ci sono problemi della coagulazione al paziente non serve l'albumina ma i fattori della coagulazione; se manca l'albumina infonderò quest'ultima e non gamma globuline; e via trasfondendo.... ). Le principali frazioni del plasma usate in terapia sono: l'Albumina: proteina che da sola costituisce circa il 50% del totale delle proteine circolanti. Questa ha molteplici funzioni che vanno dal mantenimento della pressione oncotica, al trasporto di molecole, alla riserva di aminoacidi ecc. Le Gammaglobuline: frazione delle proteine plasmatiche composte per la maggior parte da anticorpi. Le Gammaglobuline specifiche: frazioni delle gammaglobuline ottenute da sieri iperimmuni costituite da anticorpi diretti contro un particolare agente patologico (virus, batteri o tossine). Fra queste ricordiamo l'antitossina tetanica, l'anti pertosse, l'anti virus della rosolia, l'anti virus dell'epatite, ecc.; I fattori della coagulazione: frazioni proteiche del plasma che intervengono nei processi di formazione e stabilizzazione di coagulo (sono note a tutti le globuline antiemofiliche cioè il fattore VIII, il IX e l'antitrombina III ).Il rilevamento del fabbisogno di plasmaderivati e le strategie per il raggiungimento dell'autosufficienza nazionale sono stati oggetto del D.P.R. 7 aprile 1994 (piano per la razionalizzazione del sistema trasfusionale italiano). Perché proprio una legge dedicata all'argomento autosuffucienza di plasmaderivati? La Comunità Europea, mediante la Direttiva 381 dei 1989 invitava gli Stati Membri a mettere in atto tutte le misure atte a promuovere nel più breve tempo possibile l'auto-sufficienza in sangue umano. Invitava altresì a perseguire tale obiettivo incoraggiando la donazione volontaria e gratuita. La Legge 107/90 con i suoi decreti applicativi ed il piano sangue conseguente, si propone il medesimo obiettivo, da raggiungere coinvolgendo attivamente le Associazioni dei donatori. L'art 5 (compiti dei serv. trasf.) comma 2 punto d, recita: "...praticare le procedure aferetiche necessarie, compresa la plasmaferesi produttiva". L'autosufficienza è una, è la prima di queste necessità! Ma che cos'è l'autosufficienza di sangue umano ed emocomponenti? E' la capacità di raccogliere e lavorare la quantità di sangue che serve ad ottenere tutti i prodotti necessari per il corretto uso clinico trasfusionale. Da questo consegue che se raccogliamo una quantità di sangue insufficiente al nostro fabbisogno reale non raggiungiamo il nostro obiettivo. Parimenti se raccogliamo una quantità di sangue maggiore del necessario ma non lo lavoriamo, non lo frazioniamo, non raggiungeremo lo scopo che ci siamo preposti. Il raggiungimento dell'obiettivo è attuabile con l'aumento delle donazioni, con la loro specializzazione e mettendo in atto tutte quelle misure che portino ad un uso corretto di una risorsa limitata e quindi preziosa come il sangue umano, evitando tutte le forme di spreco. Ma perché è cosi importante raggiungere l'autosufficienza? - Perché deve essere la comunità intera che si fa carico di soddisfare i suoi bisogni; - Perché la parte sana della comunità si deve occupare della parte malata e delle sue necessità; - Perché abbiamo una tradizione associativa e di dono volontario e gratuito del sangue ed una legislazione fra le migliori al mondo nel garantire la sicurezza trasfusionale; - Perché è una necessità logistica da soddisfare affinché non si verifichino le carenze di emoderivati che si sono registrate negli anni addietro dal momento che gli Stati produttori soddisfano prima le loro necessità e poi inviano all'estero gli esuberi; - Perché l'imperativo di civiltà della Comunità Europea è quello di prevenire tutti i possibili sfruttamenti dell'uomo su base commerciale. FABBISOGNO REGIONALE, NAZIONALE E PARAMETRI EUROPEI Abbiamo definito cos'è l'autosufficienza e perché va perseguita ma... quant'è l'autosufficienza? Secondo parametri messi a punto dalla Comunità Europea, un paese con un sistema sanitario sviluppato necessita per ogni 1000 abitanti di 40-50 unità di sangue intero di 2 litri di plasma fresco congelato per uso clinico; di 10 litri di plasma da frazionare; di 250 grammi di albumina; di 1900 U.l. di fattore VIII. Posto quindi che in Italia ci sono 57 milioni di abitanti, si può calcolare il fabbisogno di sangue intero in 2.250.000 unità, il fabbisogno di plasma fresco in 100.000 litri ed in 800.000 litri il fabbisogno di plasma per il frazionamento. Il sangue donato ammonta ad oltre 2 milioni di unità si vede che su scala nazionale, abbiamo pressoché raggiunto l'autosufficienza per quanto riguarda il sangue intero. Per il plasma il fabbisogno è coperto solo per un 30% o, se si preferisce, la nostra dipendenza dall'estero è del 70%. Le uniche regioni autosufficienti anche per plasma sono il Trentino Alto Adige e la Valle D'Aosta, mentre Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Veneto coprono il 70% del loro fabbisogno. La nostra Regione che conta circa 4.5 milioni di abitanti, ha un fabbisogno di plasma stimato in 50-60.000 litri, per una quantità di albumina pari a 1.100-1.300 Kg (110.000-130.000 flaconi di albumina al 20% da 50 ml). Per ottenere questo plasma le vie possibili sono 2: la prima è il frazionamento del sangue intero prelevato in sacca multipla in unità di globuli rossi e plasma; la seconda è la plasmaferesi produttiva. Nella nostra regione, grazie alla generosità dei donatori e all'apporto delle associazioni di donatori si è ampiamente soddisfatto il fabbisogno di globuli rossi tanto che attualmente circa un quinto (il 20%) delle emazie raccolte viene inviato in altre regioni italiane per contribuire alla autosufficienza nazionale. Per raggiungere l'autosufficienza di plasma non è quindi pensabile aumentare le donazioni di sangue intero in quanto ci troveremmo un enorme esubero di emazie valutabile nell'ordine delle 100.000 unità. Non resta che lo plasmaferesi produttiva. Una plasmaferesi permette di raccogliere 900 ml di plasma contro i 200 che si ottengono per il frazionamento di una unità di sangue intero da 450 ml +/- 10 %. La plasmaferesi trova due principali applicazioni: una curativa l'altra produttiva. La plasmaferesi terapeutica è un presidio basilare nella cura di alcune malattie quali quelle autoimmuni, alcuni avvelenamenti, comunque tutte quelle circostanze nelle quali sia necessario asportare rapidamente dal sangue circolante, sostanze dannose all'organismo e disciolte nel plasma. La plasmaferesi produttiva viene praticata con lo scopo di raccogliere il solo plasma. Questa raccolta è finalizzata ad avere in discrete quantità l'emocomponente plasma che può poi essere impiegato "in toto" oppure lavorato e frazionato per ricavarne i singoli componenti utilizzati in svariate terapie. La lavorazione del plasma ed il suo frazionamento, che non può essere effettuato nei Servizi Trasfusionali, viene delegato ad industrie convenzionate con la Regione. Queste restituiscono alle A.S.L, i plasmaderivati ricevendo il compenso per la sola lavorazione visto che il sangue resta di proprietà della Regione. METODICHE DI AFERESI I separatori cellulari più moderni utilizzati per la plasmaferesi sono delle macchine sulle quali vengono montati dei circuiti monouso, cioè dei sistemi assolutamente chiusi, dove viene fatto passare il sangue. Il sangue affluisce al sistema attraverso un ago posto in vena al donatore ed il plasma viene raccolto in una sacca posta all'altra estremità del sistema. La via di prelievo-reinfusione è quindi unica. Diversi sono invece i principi utilizzati nei sistemi di separazione: la filtrazione, la centrifugazione, ed una combinazione di centrifugazione e filtrazione. Vediamo un po' più in dettaglio queste tecniche: - la filtrazione: il sangue prelevato dal donatore viene fatto fluire in un modulo filtrante di membrane microporose che possono essere attraversate dalle molecole proteiche plasmatiche ma non dalle cellule; la centrifugazione: il sangue intero prelevato dal donatore viene fatto fluire in un sistema di centrifugazione dove viene sottoposto ad un campo gravitazionale che, accelerando il processo di sedimentazione, permette di separare in breve tempo le cellule fra loro e queste dal plasma ; il plasma o il concentrato piastrinico vengono raccolti in una sacca satellite, il resto deli sangue viene reinfuso; - la combinazione di filtrazione e centrifugazione: il sangue fluisce in un cilindro ermeticamente sigillato contenente una membrana in policarbonato con pori di pochi micron. Per effetto di un campo magnetico il cilindro ruota alla velocità sufficiente a separare i vari costituenti del sangue. In questo modo la rotazione allontana le cellule dalla membrana impedendo la saturazione del filtro e la attivazione delle cellule. La soluzione contenente le cellule viene poi fatta fluire in un serbatoio, mentre il plasma (povero o ricco di piastrine a seconda della procedura) va ad una sacca di raccolta. Quando il serbatoio delle cellule è pieno la procedura si arresta e queste vengono reinfuse. Il ciclo si ripete fino ad ottenere una raccolta media di 600 ml di plasma. Il volume di extracorporea (la quantità di sangue che si trova fuori dall'organismo) è di 200 ml.
“Un momento romantico tra le tue braccia | E' come una stella cadente proprio attraverso il mio cuore | E' sempre un giorno piovoso senza te | Sono un prigioniero d'amore dentro te”. Tratto da “One Year Of Love” dei Queen
“Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell'atto mi sento vivo”. Tratto da “L’arte di amare” di Erich Fromm
“Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline. Ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè, guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l'argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l'aria. Troppo di tutto, accidenti”. Tratto da Pulp di Charles Bukowski
Aroma meraviglioso del caffè che invade la stanza. Luce soffusa delle candele. Nella stanza lei che “insegna alle candele come illuminare” (libera interpretazione di "Romeo e Giulietta" - atto primo, scena quinta - di William Shakespeare). Nell’aria quel non so che, quel profumo che solo una donna sa lasciare addosso ad un uomo. Il suo sguardo… wow, semplicemente fantastico. Sguardo unico, come lo è quello di una donna: dolce quando è senza trucco, delicato quando il trucco segue i suoi più gentili sentimenti, ma anche aggressivo quando è marcato e dà risalto agli occhi. Quello sguardo, lo sguardo di una donna, che arriva direttamente al cuore. Che sia dolce o marcato, delicato o aggressivo poco importa: lo sguardo di una donna è tutto questo. One Year Of Love: un anno d’amore. Oggi un solo brano: una ballata struggente in 6/8, un brano dei Queen. Perché la musica come la donna di fronte a noi, quando non c’è, è tutta da desiderare e quando c’è, è tutta da gustare. Una donna è un’estasi dei sensi: un bacio tutto da assaporare, l’emozione del suo sguardo, la voce suadente come il coro delle sirene di Ulisse, la pelle morbida tutta da accarezzare e il suo profumo tutto da adorare. La guardiamo bella come non mai. Il pensiero va ad un anno insieme a lei. Insieme a questa meraviglia che è Avis (Villa d’Ogna): un’associazione dove il cuore pulsa e salva in concreto delle vite. Questi sono i nostri pensieri, i pensieri messi in parole e inseriti in un ebook - (263 pagg., by Crazy Team Avis Villa d'Ogna). Niente carta, lasciamo che questi pensieri navighino. “Così tra questa immensità, s’annega il mio pensier: e il naufragar in questo (meraviglioso) mare m’è dolce…” da “L’infinito” di Giacomo – per il Crazy Team Jack – Leopardi(L’ebook lo trovate anche nella home page a destra in un banner a scorrimento. Trovate anche l’ebook 2010 e l’applicazione - app - Nokia gratuita by Niki del Crazy Team, per vedere i video Avis Villa sul vostro cellulare).
Just one year of love Is better than a lifetime alone One sentimental moment in your arms Is like a shooting star right through my heart It's always a rainy day without you I'm a prisoner of love inside you I'm falling apart all around you - yeah My heart cries out to your heart I'm lonely but you can save me My hand reaches out for your hand I'm cold but you light the fire in me My lips search for your lips I'm hungry for your touch There's so much left unspoken And all I can do is surrender To the moment just surrender And no one ever told me that love would hurt so much Oooh yes it hurts And pain is so close to pleasure And all I can do is surrender to your love Just surrender to your love Just one year of love Is better that a lifetime alone One sentimental moment in your arms Is like a shooting star right through my heart It's always a rainy day without you I'm a prisoner of love inside you I'm falling apart all around you And all I can do is surrender
Un solo anno d'amore E' meglio che un'intera vita soli Un momento romantico tra le tue braccia E' come una stella cadente proprio attraverso il mio cuore E' sempre un giorno piovoso senza te Sono un prigioniero d'amore dentro te Sto crollando a pezzi tutt'intorno a te - yeah Il mio cuore implora forte il tuo cuore Sono solo ma tu mi puoi salvare La mia mano si tende verso la tua mano Sono freddo ma tu accendi il fuoco che è in me Le mie labbra cercano le tue labbra Bramo il tuo tocco E' rimasto così tanto di non detto E tutto ciò che posso fare è arrendermi Al momento solo arrendermi E nessuno mi aveva mai detto che l'amore avrebbe potuto far soffrire così tanto Oh si fa soffrire E il dolore è così vicino al piacere E tutto ciò che posso fare è arrendermi al tuo amore Solo arrendermi al tuo amore Un solo anno d'amore E' meglio che un'intera vita soli Un momento romantico tra le tue braccia E' come una stella cadente proprio attraverso il mio cuore E' sempre un giorno piovoso senza te Sono un prigioniero d'amore dentro te Sto crollando a pezzi tutt'intorno a te E tutto ciò che posso fare è arrendermi