Avis Villa d'Ogna & Avis Castione della Presolana

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Perchè iscriversi

ISCRIZIONE

"Tutti hanno bisogno di qualcuno... Io ho bisogno di te!"

[Blues Brothers - Everybody needs somebody]

Iscriversi all’AVIS è davvero facile: basta presentarsi digiuno dalle ore 7 alle ore 10 al centro di PIARIO, dalle 7 alle 10,30 durante una delle date in cui è presente la ns. sezione.  Il centro si trova in via Papa Giovanni XXIII, (l’entrata del centro è separata da quella del nuovo ospedale di Piario) e penseremo noi, grazie ai ns. medici e volontari (a ns. spese) a seguirti nelle varie fasi dell’iscrizione che prevede:

  • Visita medica
  • elettrocardiogramma
  • prelievo campione per esami

a questo punto, nel giro di una ventina di giorni, riceverai direttamente a casa, l’esito degli esami per cui provvederemo noi ad invitarti:

  • al prelievo successivo (nel caso di esito positivo degli stessi) per effettuare la prima donazione
  • a ripetere gli esami, o ad eseguirli in maniera più approfondita, nel caso riscontrassimo qualche inconveniente

tutto questo a tutela della tua salute e di colui che riceverà il “frutto” del tuo dono.

Ti ricordiamo di portare con te, tessera sanitaria e un documento di d’identità.

CHI PUO’ ISCRIVERSI

Tutti noi siamo potenzialmente donatori, basta avere e un peso superiore ai 50 kg ed essere maggiorenne..

Sarà la ns. organizzazione che, tramite gli esami e il colloquio con il medico, definirà se un aspirante donatore possa in seguito essere un donatore effettivo (i fattori in gioco sono molti)

Statisticamente in Italia su 57 milioni di persone la metà circa sarebbero idonee, ma solamente 1 milione sono i donatori!!!

PERCHE’ ISCRIVERSI

La donazione del sangue permette di sostenere gli interventi di trapianto,il sangue racolto è utilizzato nelle urgenze (es. incidenti stradali), consente di salvare i nati prematuri: consente insomma di supportare la terapia non programmabile (in molti casi di interventi programmati visto la carenza di sangue e derivati viene infatti effettuata l’autotrasfusione ricorrendo alla trasfusione tradizionale in casi di imprevisti).

Speriamo di no, ma a tutti noi un domani potrebbe servire che un volontario ci doni il sangue…nessuno di noi è esente!!!

A questo si aggiunge, per il donatore, l’opportunità di avere controlli regolari nel tempo sul proprio stato di salute: tutti gli esami (il costo) sono a carico dell’AVIS. Periodicamente oltre agli esami, vengono fatti elettrocardiogrammi, visite mediche e (dove necessario) vacini. Tutto questo appunto a carico della ns. associazione.

Il donatore in pratica instaura un rapporto con i medici dell’AVIS che, in molti casi, frequenterà in maniera maggiore del proprio medico dell’Asl.

Più volte l’essere iscritto all’AVIS è diventato per alcuni una vera e propia “prevenzione” di malattie anche molto gravi, per il fatto che, controlli frequenti, evidenziano in maniera precoce future malatie (anche molto gravi).

Se hai deciso di iscriverti, comunicacelo alla sezione CONTATTI

 

« LA VITA CI É STATA DATA IN DONO E NOI LA MERITIAMO DONANDOLA»

                                        Tagore, Uccelli migranti

 

 

LE PAURE DELL'ASPIRANTE DONATORE

Ci sono timori, a volte vere e proprie angosce che riducono le adesioni degli aspiranti donatori.

È vero: chi s'interessa di donazione di sangue ed emocomponenti, avendo vissuto la vita intera o lunghi tratti di essa nell'AVIS, sa bene che alcune "paure" possono tenere lontani possibili aspiranti donatori. È auspicabile che si riesca a parlare di questi problemi che coinvolgono anche aspetti psicologici, con chiarezza e tranquillità. In tal modo si potrebbero ricondurre ad una giusta dimensione. E' pur vero che donando sangue si fa comunque un regalo e che ogni regalo per avere valore deve costare un po' di sacrificio. Talvolta si dona il superfluo, ma col proprio sangue si regala una parte di sè, significativa ed importante. Si regala qualcosa che è nel proprio piatto, non si regala quello che cade casualmente dal piatto. Ciò nonostante sarebbe sicuramente importante che i donatori attivi facessero sapere alle associazioni dei volontari del sangue quali sono le paure e i timori che hanno costituito ostacolo iniziale alla loro adesione all' AVIS. Resta comunque interessante esaminare insieme, prendendo spunto da un documento delle Blood Banks quali siano le paure più diffuse. Si possono così citare:

  • La paura del procedimento di prelievo. Si tratta di un normale prelievo nella manualità pratica.
  • La paura dell'ago e della puntura venosa. In realtà nei Centri Trasfusionali l'abilità del personale sanitario è solitamente molto elevata. A ciò si agginge la qualità degli strumenti che rendono il procedimento tranquillo. Da medico ho sempre usato il sistema di riferire esattamente quello che accade all'aspirante donatore alla prima donazione: è assolutamente indispensabile riferire che l'ago è di calibro lievemente superiore, ma che ciò nonostante il prelievo è un'operazione tranquilla. Comunicare sempre e comunque l'assoluta verità ai nostri donatori è già un procedimento in sè ansiolitico. E' ovvio che resta il buco dell'ago, che non è piacevole, ma per chi ha la motivazione giusta è cosa da nulla! Dopo aver superato tale paura il fastidio dell'ago conferisce un plus valore alla donazione, aumentando il peso specifico del regalo!
  • La vista del sangue. Non è raro che alcune persone riferiscano di aver timore della vista del sangue. Val la pena ricordare che in un prelievo tranquillo non c'è "spargimento di sangue". Oltretutto si può voltare anche lo sguardo ed in ogni caso il tubicino di collegamento del sangue alla sacca in cui scorre è opaco e non evoca alcuna immagine cruenta.
  • La mancanza di fiducia nell'equipe sanitaria. Il personale di assistenza ha generalmente grande esperienza e preparazione adatta ad intervenire secondo necessità e all'occorrenza.
  • C'è la paura poi di andare soggetto a lipotimie o a "svenimento". Molto spesso questo timore è legato alla considerazione di fare una "figuraccia", che abbasserebbe l'autostima. In questo caso si tratta di impartire i giusti consigli: ricordiamo un adeguato riposo sul lettino dopo la donazione, qualche decina di secondi almeno in posizione assisa per favorire il normale adattamento presso rio e un sorso d'acqua per ristabilire la perdita di liquidi avvenuta.
  • La paura per la propria integrità fisica. È regola generale, etica ed umana che il prelievo del sangue non debba essere in nessun caso dannoso per il donatore. La visita di ammissione, scrupolosa nell'anamnesi, rigorosa nell'esame clinico e nelle indagini strumentali, costituisce una valida garanzia. Prima di ogni prelievo si esegue regolarmente il controllo clinico e si determina il tasso di emoglobina nel sangue per escludere un eventuale sopraggiunto e sconosciuto stato di anemia. Nell'ambito delle riflessioni sulla paura per la propria salute vale la pena ricordare che il materiale utilizzato per il prelievo è rigorosamente sterile, monouso, a perdere.
  • La paura di doversi sottoporre, dopo l'adesione all'organizzazione, a prelievi coercitivi. Così non è: l'organizzazione ha il compito oltre che il dovere di "sollecitare" ma non impone nulla. Tutto è demandato alla personale sensibilità e all'etica della responsabilità.
  • Un altro timore è quello dell'ambiente ospedaliero in quanto evocatore di "stato malattia". In questo caso ho più volte proposto la riflessione di provare a pensare all'ospedale come luogo fisico deputato al rimedio della malattia. Proporre un'inversione del paradigma: diventare artefici come donatori della cura delle malattie restituendo il significato profondo che gli appartiene, al dono del sangue.

promozione donazione sangue

 

 

Un'ultima riflessione: chi supera le piccole paure che sono dentro noi stessi finisce col costruire una personalità più forte e strutturata.

E' una gran soddisfazione battere le paure!

Dott. Maurizio Vescovi

Tratta dal sito Avis di Base, Università di Parma. Visitate il loro bel sito:

www.avisunipr.it

 

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