Avis Villa d'Ogna & Avis Castione della Presolana

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Avis provinciale Bergamo: 2009 con 67 mila donazioni di sangue e 35 mila donatori

 Sessantasettemila donazioni in tutto il 2009, effettuate dagli oltre 35 mila donatori bergamaschi: un aumento, in un solo anno, di 2 mila sacche di sangue rispetto a due anni fa. Numeri da record quindi, quelli dell’Avis provinciale di Bergamo. Come giustamente afferma il presidente Avis Provinciale Oscar Bianchi: «La Lombardia è la prima regione d’Italia per numero di donazioni e la realtà bergamasca è, nella regione, seconda solo a Milano ma considerando la proporzione tra numero di abitanti e numero di donatori, si può affermare senza ombra di dubbio che Bergamo è la prima realtà d’Italia per donazioni».

Questi sono i numeri che sono stati riportati  l’11 gennaio 2010 su L’eco di Bergamo (gradito sarebbe stato il fatto che i dati fossero comunicati a tutte le Avis  prima della pubblicazione su L'eco: il risultato non è la sommatoria degli sforzi posti in essere dalle singole avis che sul territorio e "sul campo" cercano sempre di diffondere la cultura della donazione di sangue?). Molte delle curiosità -  l’Avis provinciale di  di Bergamo è ai vertici nazionali per donazioni e donatori di sangue; la provincia di Bergamo in Lombardia è seconda solo alla provincia di Milano – erano già state anticipate nel giugno 2009 da Nicola Andreoletti, giornalista di Antenna 2 Tv, in occasione di una lunga intervista al “neoeletto” – ricordiamo eravamo nel giugno 2009 – presidente Oscar Bianchi. Mancavano quindi solo i dati 2009 ma al buon Nicola non potevamo chiedere il dono della veggenza... E in questa intervista, per averla proposta a Nicola,  c’è un po’ di Avis Villa e soprattutto di Franco Scandella.
Riproponiamo quindi l’intervista integrale, non prima però di ringraziare tutti i donatori di sangue bergamaschi, artefici di questo strabiliante risultato e che da sempre dimostrano di aver un gran cuore. Adesso vi lasciamo al servizio facendo un’ultima considerazione: Andreoletti (Nicola) porta bene all’Avis. Conoscete il nostro spirito goliardico (più di tanto non riusciamo ad essere seri).


 

Italian Cord Blood Network: è nata la rete nazionale per le banche del sangue da cordone ombelicale

Italian Cord Blood Network: è nata la rete nazionale per le banche del sangue cordonale. L'Italian Cord Blood Network è la rete nazionale delle banche per la conservazione del sangue da cordone ombelicale. Ufficialmente è stata istituita con decreto del ministero della Salute pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale GU n.3030 del 31 dicembre 2009. Proprio all'art. 1 si stabilisce che tale network "è costituito dalle banche di sangue da cordone ombelicale già riconosciute idonee dalle Regioni di appartenenza in base alle disposizioni vigenti in materia trasfusionale e all'accordo Stato-regioni del 10 luglio 2003, fatto salvo il regime autorizzativo e di accreditamento introdotto dal decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 191".

Le banche di sangue da cordone ombelicale di nuova istituzione saranno autorizzate e accreditate dalle Regioni in cui sorgono, tenendo conto dei requisiti minimi e delle linee guida stabilite sempre nel decreto legislativo del 2007. Il Centro Nazionale Sangue ha funzioni di controllo tecnico-scientifico (e in questo sarà supportato dalla Banca regionale lombarda) e coordinamento della rete.
Tre le altre funzioni, le banche dovranno promuovere la donazione e la raccolta del sangue da cordone, collaborare con le associazioni di volontariato per promuoverne la donazione solidaristica e garantire ai cittadini un'informazione sull'utilizzo scientificamente provato e clinicamente appropriato del sangue da cordone.
Come Avis Villa d'Ogna non possiamo che essere contenti. "Salvare una vita non ha prezzo. Ci sono cose che non si possono comprare...".  Per tutto il resto c'è Avis (e noi aggiungiamo Avis Villa d'Ogna). Lo conoscete il nostro spirito goliardico: volevamo mettere un video parodia della pubblicità di Mastercard... ma era un po' troppo spinto. Per cui ci accontentiamo di mettervi la foto: 1 bellissima BMW 39990 dollari con Mastercard; 1 biglietto del parcheggio 75 dollari con Mastercard; 2 finestrini Bmw nuovi 587 dollari con Mastercard. Capire che non dovevi parcheggiare davanti all'idrante NON HA PREZZO.

Non far mancare mai sangue la dove vi è bisogno: "That secret that we know, That we don't know how to tell" (I segreti che conosciamo - e che non riusciamo a descrivere) [Blood Bank - Bon Iver] 

 

Donare sangue: un regalo originale

Un regalo originale? Donare sangue. Ma sì, basta con regali originali come "un mocassino": basta diamanti, collane, oro e quant'altro. UnProvate a fare un regalo che salva una vita. Donare sangue quindi ma non solo: si salva una vita anche con la donazione di midolo osseo e con la donazione di organi.
Avis quindi ma anche le associazioni amiche-sorelle Admo e Aido (vi invitiamo a visitare i loro siti).

«Grazie ai trapianti salviamo 700 vite all’anno ma servono più donatori, soprattutto tra i giovani». È l’appello della direttrice del Registro italiano Donatori Midollo Osseo (IBMDR), Nicoletta Sacchi, che ha sede nell’Ospedale Galliera di Genova e che nel novembre 2009 ha festeggiato i 20 anni di attività. «...si riesce a rispondere solo al 50 per cento delle richieste» Vi invitiamo a leggere tutto l'articolo realizzato da Vera Martinella sul Corriere della Sera del 19 novembre 2009. Riportiamo anche ADMO notizie - notiziario informativo Admo - novembre 2009 dove trovate tutto il programma realizzato per i 20 anni di attività.

Passando alla donazione di organi riportiamo un estratto dell'articolo di Simona Ravizza tratto del Corriere della Sera Lombardia del 17 dicembre 2009. "Il 2009 rappresenta per la Lombardia una svolta e passerà in archivio come anno storico. I numeri diffusi dal Nord Italia Transplant program (NITp) parlano chiaro: i donatori lombardi sono arrivati a quota 25 per milione di abitanti (contro i 18 donatori per milione di abitanti del 2008). Un risulatato doppiamente importante: viene superala crisi del 2008 quando si registrarono 147 assensi contro i 209 del 2009 e l''inversione di tendenza fa passare la Lombardia ai vertici delle regioni più generose. I trapianti, grazie all'ottima adesione quindi sono passati da 532 a 634. «Il colloquio coi famigliari è il momento cruciale in quanto « è quello che determina l'esito positivo o meno della decisione dell'espianto: il rianimatore deve spiegare tutto con chiarezza e umanità» come spiega Alessandro Nanni Costa direttore del Centro Nazionale Trapianti. In lombardia dal 18 giugno 1972 al 30 novembre  2009, ci sono strati 4030 donatori che hanno permesso 13905 trapianti (7172 di rene; 406 di rene pancreas, 2682 di cuore, 3079 di fegato e 556 di polmoni). Girolamo Sirchia, fondatore ed ex ministro della salute non nasconde la propria soddisfazione: «Sono orgoglioso per ciò che il NIPt ha fatto in tutti questi anni. Per quantità e qualità siamo tra i più efficienti d'Europa»".

Quindi niente diamanti o regali costosi: le migliori menti della Silicon Valley hanno orologi di plastica con cinturini di plastica e pantaloni jeans lisci... "Un diamante è per sempre": sì, è proprio un ottimo claim, che accosta un sentimento ad un oggetto.  Implicitamente ti fa pensare che se non regali un diamante non ami abbastanza. Geniale dal punto di vista commerciale, ma non vero dal punto di vista umano. Lasciamo l'immortalità ai diamanti: noi ci accontentiamo dei limiti della mortalità ma dall'estrema potenza dei sentimenti... e quelli sì che possono essere puri!

"La gente spesso definisce impossibili cose che semplicemente non hanno mai visto" (Dal film "Al di là dei sogni"). E' proprio il caso di dirlo: "Fai del mondo la tua priorità!" (Make the world, Your priority) [Sweet Harmony - The Beloved]

 

Il calendario Avis Zona di Piario

«Un solo amore, un solo sangue una sola vita… devi fare ciò che riesci. Una sola vita con gli altri, sorelle, fratelli. Una sola vita, ma non siamo uguali. Dobbiamo sostenerci a vicenda, sostenerci l'uno all'altro». (One - U2)

Per le singole avis comunali, sostenersi a vicenda significa poter realizzare progetti comuni con le avis che fanno riferimento al Centro di Piario. Per ogni singola donazione viene trattenuta infatti una piccola quota depositata presso l’avis provinciale di Bergamo: l’importo complessivo di tale trattenuta serve per realizzare progetti proprio per la zona che fa riferimento al Centro di Raccolta di Piario). Dal 2009 il “nostro” Franco (Francesco Scandella) oltre essere coordinatore del centro di Raccolta di Piario, è anche il referente Avis di Zona. Il suo attivismo, la sua sensibilità e la sua correttezza hanno permesso di poter capire le esigenze di tutte le Avis che gravitano sul centro di Piario. Ma non solo: Franco, in accordo con tutte le avis,  ha deciso di realizzare un calendario per l’Avis di Zona. Molte Avis della zona di Piario hanno dato un contributo indispensabile per la realizzazione di questo calendario, credendo fin da subito nel progetto fornendo il materiale necessario con puntualità e precisione, sostenendo Franco e la sua voglia di fare. Grazie di cuore per aver creduto in questo progetto! Le altre (pochissime) si trovano comunque un calendario da poter regalare ai propri donatori e questo non è poco. Grazie all’importo che abbiamo descritto sopra, questo calendario verrà distribuito dalle singole Avis a tutti i donatori.

Le avis delle zona di Piario sono 11: 10 storiche alla quale va aggiunta la neonata Avis Valbondione. Partendo dal mese di gennaio dedicato proprio all’Avis Zona di Piario, in ogni mese quindi è stata inserita, in modo del tutto democratico e in ordine alfabetico, un avis comunale. Nel calendario, non mancano di essere segnalate le giornate in cui avviene la raccolta collettiva di sangue al Centro di Piario. E’ un primo passo di come sostenersi a vicenda possa far sì di realizza qualcosa che per le singole avis da sole non avrebbero potuto fare. Un petit cadeau, a little present per i donatori. Scaricate  il calendario (cliccate per poterlo visionare e/o stampare). L’avis di Villa d’Ogna ha aderito subito e sostenuto di buon grado l’idea: le copertine, le informazioni e le citazioni sono composte con il materiale inserito su questo sito.  Va bene, siamo troppo seri? Avete ragione. Ammettiamo che non è il calendario Pirelli o uno dei tanti calendari che si trovano nelle edicole a fine anno. L’anno prossimo faremo il concorso per trovare le ragazze da inserire. Nel calendario all’Avis Villa d’Ogna - in ordine alfabetico -, è toccato il mese di dicembre: con un po’ di fantasia il babbo natale si trasformerà in una “Babba Natale”. O meglio: sul calendario abbiamo messo Babbo Natale, ma noi qui sul sito aiutiamo la vostra immaginazione. Apriamo il sondaggio: quale versione preferite?

 

Influenza A/H1N1: vaccini avanzano...

La pandemia frena in Europa - In Europa, secondo l’Oms, le infezioni sono calate. La Francia ha ufficialmente decretato la fine dell’epidemia di influenza A nelle aree metropolitane. In Italia la curva dei contagi, dopo il picco di metà novembre, è scesa progressivamente, salvo arrestarsi proprio nell’ultima settimana. Sì, vi chiederete voi, e i vaccini acquistati? Buona parte dei vaccini acquistati dalle autorità sanitarie dei vari Paesi europei, potrebbe rimanere nei magazzini. Non solo l’epidemia non è stata così grave come previsto, ma la gente non si è fidata del vaccino e, per di più, una sola dose (invece di due) si è rivelata sufficiente per l’immunizzazione.

Il vaccino dove lo metto, non si sa - I vaccini non servono più e così i governi, che avevano fatto a gara per accaparrarsi il vaccino a suon di milioni di euro, fanno marcia indietro. La parole d’ordine è revocare gli ordini e rivedere i contratti con le aziende produttrici.  Dove non fosse possibile, si sta pensando di rivendere ad altri parte del surplus (per esempio al Messico che ha appena denunciato di avere ricevuto soltanto la metà delle trenta milioni di dosi richieste) oppure di donarne una parte ai Paesi poveri. Che generosità, non trovate? La Germania è in testa tra chi ritratta: su 50 milioni di dosi ordinate alla Gsk – la GlaxoSmithKleine -,  ne comprerà soltanto 35 milioni, (il 70 per cento), risparmiando 133 milioni di euro. La Gran Bretagna che aveva ordinato 60 milioni di dosi alla Gsk e 30 milioni alla Baxter sta valutando la cancellazione degli ordini avendo utilizzato sino ad oggi solo 24 milioni di dosi GSK e 5 milioni di dosi Baxter. Ma come molte volte si sente dire carta canta: il contratto con Baxter prevede il blocco della fornitura mentre quello della Gsk no. Tutto da discutere, da mediare. La Francia, che pensava di vaccinare tutta la popolazione e ha ordinato 94 milioni di dosi a 4 diverse aziende, sta cercando di cancellarne 50 milioni (solo l’8 per cento dei francesi si è vaccinato), lo stesso stanno facendo anche Olanda, Spagna e Svizzera.

E in Italia? L’Italia ha annullato metà degli acquisti inizialmente previsti che prevedevano 24 milioni di  fornite da Sanofi, mentre ha firmato il contratto con Novartis per 24 milioni di dosi e per un costo di circa 180 milioni di euro: di queste, soltanto dieci milioni sono state prodotte e consegnate. Il «L’Italia aveva anche previsto - precisa Fabrizio Oleari, direttore generale della Prevenzione al Ministero della salute - di fornire il 10 per cento dei suoi vaccini all’Oms. Rimangono, quindi, poco più di 21 milioni di dosi complessivamente». Secondo il Ministro della salute Ferruccio Fazio, rispondendo a un’interrogazione, ha annunciato che l’Italia è, fra i Paesi del G8, quello con le scorte vaccinali più basse. Queste scorte è «indispensabile mantenere, perché le pandemie influenzali sono per loro natura, imprevedibili ».

La Polonia ride (Nella foto Croocked House in Polonia)– In Polonia, unico paese europeo, il governo non ha previsto alcuna campagna vaccinale semplicemente perché non riteneva sicuro il vaccino. Il primo Ministro Donald Tusk ha dichiarato: «Abbiamo preso questa decisione nell’interesse dei cittadini, perché il vaccino non è stato sufficientemente sperimentato, e dei contribuenti».  L’influenza in Polonia ha causato 145 morti, in linea e  paragonabili  a quelli di altri Paesi. E molti polacchi adesso esultano: non solo perché sono stati risparmiati soldi pubblici, ma anche perché considerano questa decisione un gesto di sfida nei confronti delle multinazionali del farmaco, dell’Unione Europea e dell’Oms. E in effetti il Consiglio d’Europa a Strasburgo, sta lanciando un’indagine per verificare se non ci siano state pressioni da parte dell’industria farmaceutica sull’Oms, che avrebbe troppo precipitosamente dichiarato lo stato di pandemia, e sui suoi consulenti, che hanno legami con le multinazionali. (Fonte Corriere della sera del 15 gennaio 2010 - Tratto dall'articolo di Adriana Bazzi)

Influenza A/H1N1: vaccino ai donatori di sangue a... Bergamo

Solo il 5% (800 in totale) dei donatori Avis della Provincia di Bergamo, che sono circa 35mila, hanno aderito alla campagna di vaccinazione contro l'A/H1N1. Oscar Bianchi, Presidente dell'Avis Provinciale di Bergamo, esplica i numeri: «Come Avis, grazie al nostro database, abbiamo individuato individuato 16 mila persone tra i 18 e i 55 anni che sono state contattate per informarle dell'opportunità del vaccino, essendo i donatori stati individuati come categoria da proteggere. Hanno aderito alla campagna di vaccinazione solo 800 avisini bergamaschi, in pratica il 5 % dei selezionati». Come curiosità avvisiamo che il vaccino somministrato è il Focetria di Novartis 

Riportiamo i dati tratti da L'Eco di Bergamo sull'Adesione al Vaccino. «Il panico da pandemia per influenza H1N1 sembra quindi essersi fermato. E forse, in tutta la Lombardia, la paura del contagio non dev’essere stata tanto forte visto che, nonostante gli appelli a vaccinarsi, ora in tutta la regione ci sono almeno un milione e mezzo di vaccini inutilizzati. E a Bergamo le scorte che l’Asl ha messo «al freddo» sono da grandi numeri: sono rimaste negli scatoloni almeno 40 mila dosi che dovevano servire a proteggere categorie a rischio, operatori sanitari, bambini, e altre fasce della popolazione individuate dal ministero con il criterio della profilassi prioritaria contro la «suina», e altrettante 40 mila, già ordinate per non restare scoperti nelle varie campagne di profilassi organizzate già da novembre, sono arrivati intorno alla seconda decade di dicembre 2009.

In caso di pandemia, però, le scorte di vaccini non utilizzati serviranno a poco o nulla: se avviene, la profilassi è assolutamente superflua. E l’Asl di Bergamo ha già ricevuto un totale di 77.720 dosi, le dosi consegnate sono state 32.214, mentre quelle in giacenza sono 45.506». (Fonte "L'eco di Bergamo - 23 dicembre 2009)

Vaccino influenza A/H1N1? Sì, ma solo a Bergamo

Come avevamo anticipato sotto, è scattato il piano di vaccinazione per i donatori di sangue. Le vaccinazioni si tengono presso l’ambulatorio di medicina trasfusionale del SIMT degli Ospedali Riuniti di Bergamo, dal lunedì al venerdì, dalle 14 alle 16, a partire dal 10 e fino al 23 dicembre. Riprenderanno poi il 7 gennaio per concludersi a fine mese.

Si veda il comunicato stampa redatto dall'Avis di Bergamo.

Giorgio Piccoli, direttore generale dell’Avis provinciale, esplica le modalità del piano di vaccinazione: «Il donatore, verrà avvisato del giorno in cui dovrà presentarsi con una nostra comunicazione via mail o con lettera. Dovrà rispettare la data indicata e presentarsi con il modulo di consenso già compilato. Solo in caso di impossibilità assoluta si potrà concordare con il SIMT (tel. 035.269057; dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15.30) un altro appuntamento».

La dott.ssa Barbara Giussani, direttore sanitario delle unità di raccolta dell’Avis, invece chiarisce l’aspetto medico:  «Tra la vaccinazione anti influenza stagionale e quella H1N1 è consigliabile rispettare un intervallo temporale di 20 giorni. Secondo quanto ribadito dal Ministero del Welfare, la presenza, in casi sporadici, di influenza da virus H1N1 "mutato" non influisce sull’efficacia del vaccino».

Ricordiamo che i donatori di sangue (si legga articolo sotto “Influenza A/H1N1: vaccino per 300.000 donatori di sangue (e 1.400.000 lombardi)” tratto dal Corriere delle Sera del settembre 2009) sono stati inclusi dall’ordinanza Ministeriale tra le categorie socialmente utili e quindi la vaccinazione è consigliabile per la salvaguardia non solo della salute del singolo, ma per quella della collettività, al fine di evitare di rimanere senza scorte di sangue in caso di presunta "pandemia".

«Si tratta – conclude il presidente Avis provinciale, Oscar Bianchi - di un giusto e importante riconoscimento dell’indispensabile attività socio sanitaria che promuoviamo da sempre». (Comunicato stampa pubblocato anche su “L’eco di Bergamo” – 5 dicembre 2009)

Come Avis Villa d’Ogna ci uniamo alla gioia del riconoscimento concesso ai donatori di sangue. Non possiamo però negare il fatto che per i donatori della Valle Seriana recarsi “presso l’ambulatorio di medicina trasfusionale del SIMT degli Ospedali Riuniti di Bergamo” in un giorno infrasettimanale e quindi lavorativo – “dal lunedì al venerdì, dalle 14 alle 16” – su un appuntamento fissato senza essere concordato – “Dovrà rispettare la data indicata e presentarsi” – risulta essere impegnativo. A nostro avvivo, forse sarebbe stato più opportuno vaccinare i donatori al Centro di Piario, così come è avvenuto per la prima e seconda fase delle vaccinazioni. Si sarebbe evitato così di far recare i donatori, sia dell'Avis Villa d'Ogna che non, a Bergamo.

Campagna adesione vaccino influenza A/H1N1

Secondo le direttive della Regione Lombardia  (nel nostro sito le avevamo già riportate sotto a settembre 2009, si legga l'articolo "Influenza A/H1N1: vaccino per 300.000 donatori di sangue (e 1.400.000 lombardi)" tratto dal Corriere della Sera), sono disponibili i vaccini per l'influenza A/H1N1 per i donatori di sangue di età compresa tra i 28 e i 55 anni (gli altri donatori rientrano nel piano di vaccinazione regionale per cui possono vaccinarsi senza nessun problema). Onde poter comunicare alla Regione e al Crcc (Centro Regionale di Coordinamento e Compensazione) il numero di vaccini necessari per gli avisini, i donatori di sangue, si ribadisce di età compresa tra i 28 e i 55 anni, sono stati contattati dall'Avis d'iscrizione per verificare la disponibilità alla profilassi vaccinale (l'adesione alla campagna di vaccinazione si ribadisce che è libera). 
Per vaccinarsi bisogna compilare il modulo informativo (è il modulo di adesione alla campagna di vaccinazione). Per una completa informazione riportiamo anche il foglio illustrativo del vaccino (per info più dettagliate sul vaccino si visiti anche il sito Emea - Agenzia Europea dei Medicinali).  

Prevenire l'influenza A/H1N1: la campagna vaccinazione del CNS

Il CNS, Centro Nazionale Sangue, ha messo a punto in collaborazione le Associazioni aderenti al CIVIS (Comitato Interassociativo Volontariato Italiano del Sangue), di cui fa parte anche AVIS un video e un vademecum per prevenire la diffusione dell'Influenza A/H1N1. Rimandiamo a Wikipedia per saperne di più sul virus dell'influenza A/H1N1

Lo spot invita i donatori tra i 28 e i 55 anni a vaccinarsi. Ma come sappiamo ai donatori di sangue la siringa per il vaccino fa ridere (beh...dai lo ammettiamo anche no).

"Donatori di sangue contro l'influenza H1N1...diamoci il cinque!", (cliccate sullo slogan per vedere la locandina) questo è lo slogan del vademecum che riporta le cinque regole da seguire. Give me Five" (o il più americano Gimme Five) è il modo amichevole per esprimere il sostegno reciproco! E siamo sicuri che i donatori risponderanno all'appello con il classico "All right"!

Mutazione del virus: il vaccino rimane valido  

Dopo la Norvegia in cui sono stati riscontrati i primi casi di mutazione del vaccino (come lo hanno riscontrato? Hanno visto gli A-Ha, storico gruppo pop norvegese, mentre cantavano YMCA...Ridente Lo conoscete lo spirito del sito: ci piace sempre scherzare) anche in Italia è stato individuato il primo caso di mutazione del virus A/H1N1. Lo ha annunciato il ministro del Walfare Maurizio Sacconi, dopo la segnalazione delle autorità sanitarie norvegesi. La mutazione tuttavia, secondo il ministro «non influisce sull'efficacia del vaccino, né sull'efficacia del trattamento con antivirali». (Fonte Eco di Bergamo - 30 novembre 2009). «Questa mutazione del virus A-H1N1, al momento, non sembra in grado di diffondersi» conferma Giovanni Rezza, capo del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanitá (Iss). «Comunque, anche nei confronti di questo virus mutato, l'efficacia del vaccino sembrerebbe inalterata». «Sapevamo che questo virus A - continua Rezza - poteva mutare come tutti i virus influenzali. Per questo - aggiunge - abbiamo sempre raccomandato la vaccinazione: sia per proteggere le persone a rischio, sia per diminuirne la diffusione». (Fonte Corriere della Sera - 1 dicembre2009) Quindi nessuna preoccupazione: la vaccinazione rimane un rimedio "efficiente ed efficace" contro l'influenza A/H1N1

Vaccino anche per adulti con patologie a rischio
Da lunedì 16 novembre 2009 l'Asl di Bergamo attraverso i suoi ambulatori sul territorio ha avviato le vaccinazioni anche per adulti tra i 18 e i 65 anni con patologie a rischio, mentre continua comunque la profilassi a tappeto per la prevenzione contro l'influenza A/H1N1 secondo il piano stabilito. La campagna è stata prevista per le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni: per sottoporsi alla vaccinazione le persone devono dimostrare, come per i casi pediatrici, la loro appartenenza a patologie a rischio mediante certificato medico o con attestazione Asl (come per esempio l'inserimento in fasce di esenzione ticket). Il calendario della vaccinazioni è stato stabilito da linee guida regionali concepite per motivi organizzativi (evitare lunghe ed estenuanti attese e code) tenendo in considerazione le reali priorità (si leggano sotto le varie fasi della campagna vaccinazione influenza A/H1N1). (Fonte L'eco di Bergamo 11 novembre 2009)

Influenza A/H1N1: i vaccini nei 22 distretti di Bergamo e provincia
E' scatta da mercoledì 4 novembre 2009, la vaccinazione per i bambini fino ai 6 anni di età e per le donne in attesa di un figlio. L'Asl quindi corre ai riparti dopo che il Pirellone aveva deciso che la seconda fase iniziasse il 2 novembre. Per ottenere il vaccino basta rivolgersi agli ambulatori dei 22 distretti e presentare il certificato del medico o del pediatra che indica la presenza di patologia a rischio, per i bambini, o lo stato interessante, per le donne.
Si ma dove sono i 22 ditretti in bergamasca dove vaccinarsi?
Et voilà l'elenco dei distretti di Bergamo e provincia (l'accesso è libero negli orari di apertura previsti dai distretti). Prima però dell'elenco facciamo presente che quello più vicino a noi è proprio... Piario. E proprio dove c'è il centro di raccolta sangue Avis! La strada la conoscete già, ma per chi non la conoscesse inviatiamo a visitare la pagina "Piario: Il centro di raccolta".

1) Piario, via Papa Giovanni XIII; 2) Bergamo, via Borgo Palazzo 130; 3) Dalmine, via Betelli 2; 4) Zanica, via Serio 1/A; 5) Curno, via IV novembre; 6) Osio Sotto, via Cavour 6/A; 7) Seriate, via Paderno 40; 8) Grumello del Monte, via Nembrini 1; 9) Trescore Balneario, via Mazzini 13; 10) Casazza, piazza della Piave; 11) Sarnico, via Libertà 37; 12) Lovere, piazzale Bonomelli 6; 13) Vilminore di Scalve, via Polini 6; 14) Gromo, via Pertini; 15) Zogno, via Polli 4; 16) San Giovanni Bianco, via Castelli; 17) Piazza Brembana, via Montesole; 18) Sant'Omobono Terme, via Vittorio Veneto; 19) Ponte San Pietro, via Caironi 7; 20) Zogno, viale Mariri della Libertà; 21) Treviglio, via Matteotti 4; 22) Romano di Lombardia, via Mario Cavagnari 5. 

L'Asl di Bergamo ha attivato un numero per avere informazioni sulle vaccinazioni influenzali: 800.00.22.33. Il numero è attivo nei seguenti orari: 9.00-12.30 e 14.00-16.00. (Fonte "L'Eco di Bergamo" 4 novcembre 2009 - scheda a pagina 19) 

Seconda fase del vaccino: donne incinte e bambinbi 

Vaccinazioni contro l’influenza A/H1N1 per le donne in gravidanza (a partire dal secondo trimestre) e per i bambini tra i 6 mesi e i 17 anni con malattie di cuore e polmoni. Questa la seconda fase di vaccinazione contro l'influenza A/H1N1 che è scattata lunedì 2 novembre 2009, dopo aver somministrato il vaccino ai medici, i pediatri e agli operatori sanitari (sotto sotto sono riportate le adesioni alla campagna di vaccinazione nella prima fase). 

Il Pirellone ha reso noti i dati scientifici sulle donne in gravidanza (pubblicati sul sito "La scienza in rete" Il Gruppo 2003 per la ricerca):  con il vaccino si riduce del 63% l’incidenza dell’influenza e del 29% quella di complicazioni respiratorie. IL vaccino inoltre è un modo anche per proteggere il nascituro. IL vaccino sarà somministrato anche ai bambini tra i 6 mesi e i 17 anni con malattie croniche e per i prematuri sotto i 24 mesi. Come emerso anche nel meeting del 14 ottobre 2009 organizzato a Washington dall'Organizzazione Mondiale della Sanita (Oms) sono le donne in attesa di un figlio e i bimbi a correre il pericolo maggiore di gravi problemi polmonari legati al virus A/H1N1.

L'assessore alla Sanità lombardo Luciano Bresciani fa sapere che il vaccino per tali categorie di persone è disponibile negli ospedale, nei poliambulatori e nei centri di quartiere dell’Asl. Gli under 18 con patologie croniche e le donne incinte che sono chiamate a fare il vaccino in Lombardia sono più di 300 mila. L'adesione alla campagna di vaccinazione rimane libero. I nominativi delle persone comprese da 6 mesi a 17 anni con malattie  sono contenuti nei database del Pirellone e la comunicazione viene inviata direttamente alle famiglie dall'Asl. Le donne incinte dal secondo trimentre che vogliono sottoporsi a vaccinazione devono presentarsi con un certificato medico che attesti la settimana di gestazione.

Infine un invito da parte dell'assessore Bresciani:  «Chi dovesse contrarre il virus A/H1N1 non deve andare al pronto soccorso e deve curarsi a casa consultando il proprio medico di famiglia. Questo tranne complicazioni».  (Fonte Corriere della Sera - Lombardia)

Primi vaccini per l'influenza A/H1N1. A gennaio anche per i donatori di sangue

Sono arrivati in Lombardia i primi 70mila vaccini per l’influenza A/H1N1. “Ne stiamo aspettando a breve altre 350 mila dosi” rassicura l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani. Le prime vaccinazioni interessano nel mese di ottobre per primi i medici di famiglia, i pediatri e in generale i 245mila operatori sanitari a cui fanno seguito, con i nuovi arrivi, anche le 160mila persone preposte ai servizi essenziali quali le forze dell’ordine, gli autisti dei mezzi pubblici e tassisti. Dal 2 novembre sono previsti nuovi arrivi del vaccino antinfluenzale che copriranno le 700mila persone considerate a rischio: persone  dai 6 mesi ai 65 anni con malattie croniche e donne incinte a partire dal secondo trimestre di gravidanza. In questa tranche, saranno anche vaccinati i donatori di sangue lombardi. La somministrazione dei vaccini in questo secondo caso sarà anche affidata ai medici di famiglie nonché per specifici casi anche agli ambulatori ospedalieri.
Fin qui le parole dei vertici dal Pirellone. Ma quante dosi sono destinate a Bergamo? A Bergamo ad ottobre sono arrivate le prime 10 mila dosi (delle 70 mila arrivate in Lombardia) . “Entro gennaio dovranno essere almeno 400mila le dosi destinate per la bergamasca”assicura Giuseppe Imbalzano direttore dell’Asl orobica. A gennaio quindi partiranno le vaccinazione per i circa 35mila donatori di sangue bergamaschi. 

In Italia solo il 40% dei medici si vaccinano: bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?
In Italia, dall’ottobre 2010 il vaccino contro l’influenza A/H1N1 potrebbe essere compreso in quello per l’influenza stagionale, costruendo così una protezione unica. Il vaccino anti influenza A/H1N1 per il 2009, prodotto in Italia da Novartis ha fatto molto discutere per i costi che non sono stati resi pubblici.  Lunedì 19 ottobre 2009 a Milano, il vice ministro alla salute Ferruccio Fazio, durante il convegno della Società Italiana di ematologia, ha reso noti i dati sui medici che hanno effettuato la vaccinazione. Il 60% dei medici ha rifiutato di vaccinarsi, il rimante 40% si è sottoposto al vaccino dell’influenza A/H1N1.  L’adesione del 40% però, risulta doppia a quella dei medici che solitamente si vaccinano contro l’influenza stagionale che registra in media un’adesione appunto del 20%. E’ proprio il caso di chiedersi se il “bicchiere” sia mezzo vuoto o mezzo pieno…
 
E in Germania vaccino diverso per la popolazione e per il governo
Non piace assolutamente il programma tedesco di vaccinazione contro l’influenza A/H1N1. I ministri e funzionari pubblici hanno infatti deciso l’acquisto di un vaccino per la popolazione e di un vaccino diverso per il governo. In Germania, le 16 regioni hanno acquistato cinquanta milioni di dosi di un vaccino prodotto da “GlaxoSmithKleine” (Gsk) destinato alla popolazione. Il governo invece ha acquistato altre duecentomila dosi di vaccino ma prodotte da “Baxter”: questo vaccino acquistato dal governo verrà somministrato ai membri dell’esecutivo, alle loro famiglie, ai funzionari dell’amministrazione, alle donne incinte e ai bambini. Anche se tutte e due i tipi di vaccino sono stati approvati dall’Ente europeo per i farmaci (Emea), secondo alcuni critici il prodotto GlaxoSmithKleine non sarebbe stato sottoposto ad un numero sufficiente di test. Ulrich Wilhelm, portavoce del governo tedesco ha targato le critiche come «prive di fondamento» affermando:  «ciò che è vero è che non c’è un vaccino migliore o uno peggiore». Christoph Huebner, portavoce del ministro dell’interno ha confermato che il dicastero ha acquistato duecentomila dosi prodotte da Baxter. «Non siamo soddisfatti del programma di vaccinazioni» è il parere diametralmente opposto di Wolf-Dieter Ludwig, presidente della commissione farmaci dell’associazione medica tedesca. Ludwig conclude: «Le autorità sanitarie hanno ceduto ad una campagna dell’industria farmaceutica che vuole fare soldi da una presunta minacci». E’ proprio il caso di dirlo: la proverbiale precisione tedesca in questo caso non è stata confermata. Per ulteriori informazioni si invita a visitare la pagina de L'eco di Bergamo

Giuseppe Remuzzi sull’influenza A/H1N1

Per avere numeri “sicuri” bisogna guardare dove l’influenza A/H1N1 è già passata. Visto che non abbiamo la macchina del tempo, basta spostarsi e andare dove l’inverno è già passato: in Australia. Qui il picco è già stato superato. Beh, noi dell'Avis Villa, pensavamo all'Australia, non tanto per l'influenza ma per il film di Nicole KIdman... anzi, per Nicole KidmanFigo! Scherzi a parte vediamo  numeri australiani: del 21 milioni di abitanti, 30mila hanno contatto l’influenza, 3mila sono stati ricoverati in strutture ospedaliere, 722 sono finiti in terapia intensiva e 76 di questi erano donne incinta.  A bergamo la percentuale delle persone che hanno contratto l’influenza A/H1N1 è del 0,4-0,6%. «La novità di questo virus non sta nei numeri, ma nel tipo delle persone colpite» chiarisce subito il prof. Giuseppe Remuzzi, ricercatore e direttore del Dipartimento Trapianti degli Ospedali Riunuiti di Bergamo e dell’Istituto Mario Negri di Bergamo. Trapianti che richiamano le donazioni in generale e quelle di sangue in particolare. «I più vulnerabili con questa influenza sono i bambini al contrario di quello che succede con l’influenza stagionale» spiega Remuzzi. La spiegazione potrebbe essere ricondotta al fatto che i più giovani non hanno mai avuto contatti col virus. I dati raccolti negli Usa confermano che il 60% delle persone colpite dall’influenza A/H1N1 sono di età tra i 5 e i 24 anni, mentre solo 1% ha più di 65 anni. Remuzzi entra nello specifico medico dell’influenza A/H1N1: «Il virus va molto in fondo negli alveoli e può causare una polmonite diretta. Qui si tratta di un danno diretto del virus agli alveoli. Il virus, quando distrugge gli alveoli, lo fa nel giro di poche ora, non di giorni come succede nel caso della polmonite batterica». Per quanto riguarda la profilassi anti influenzale, Remuzzi afferma: «E’ importante vaccinare bambini e donne in gravidanza. La priorità va data a chi ha più probabilità di avere complicanze». E sulla gestione del vaccino? «Mi preoccupa –afferma Remuzzi - la gestione della somministrazione: si sa dove andare a farsi vaccinare? Ritengo che sia molto sbagliato che ogni regione faccia per conto suo. Ci dovrebbe essere una direttiva europea. Una direttiva valida per tutti, come negli Usa…». Europa che evidentemente dopo la moneta unica deve maturare ancora un setimento unico di unione. E per chi ha contratto il virus, deve comportarsi «esattamente come ci si comporta per l’influenza stagionale. Gli antivirali devono essere utilizzati solo da chi ne ha effettivamente bisogno».
(Fonte L’eco di Bergamo 4 novembre 2009 – pagina 19) 

L'opinione del CNS (Centro Nazionale Sangue)

Il Centro Nazionale Sangue, unitamente al CIVIS (Comitato Interassociativo Volontariato italiano del sangue, di cui fa parte anche AVIS), ha emanato le linee guida per fronteggiare la diffusione del virus A/H1N1.

Il dott. Giuliano Grazzini, direttore del Cns, chiede alle Associazioni di volontariato e alle Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali, di promuovere l'adesione alla vaccinazione.  Chiede quindi alle donatrici e ai donatori di sangue periodici tra i 28 e i 55 anni, di aderire alla campagna di vaccinazione  prima del previsto periodo di massima diffusione dell'infezione. Lo stesso testo motiva la decisione: "Al fine di poter tempestivamente disporre di una popolazione di donatori immunizzati che consenta di rispondere al fabbisogno trasfusionale appropriato".  Ecco il testo 14 ottobre 2009.

Per i dubbi sull'influenza A hanno risposto giovedì 15 ottobre 2009 nella sala mosaico della borsa merci diue esperti medici: il dott. Giuseppe Remuzzi e Fredy Suter. Sopra riportiamo la spiegazione del virs A/H1N1 del prof. iuseppe Remuzzi tratta da un articolo de "L'eco di Bergamo". Per altre info si clicchi sull'articolo di Bergamonews

Questo quello contenuto nel testo. Passando all'Avis e in particolare Avis Villa, dobbiamo attenerci alle disposizioni generali. La vaccinazione è vivamente consigliata (anche se ricodiamo l'adesione rimane libera!). Ma per gente come noi, la siringa del vaccino ci fa ridere... (o forse no Figo).

Influenza A/H1N1: vaccino per 300.000 donatori di sangue (e 1.400.000 lombardi) 

Il piano di intervento presentato a Milano l'11 settembre 2009 dal presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni e dall'assessore alla Sanità Luciano Bresciani, prevede per fronteggiare il virus dell'influenza A/H1N1 una campagna di vaccinazione. Come da accordi ministeriali il vaccino sarà dispponibile dal 15 ottobre al 15 novembre. Il vaccino consiste nella somministrazione di due dosi a distanza di un mese. Il vaccino sarà somministrato a 1.400.000 persone  che comprendono:

1. Personale sanitario e di assistenza: 245.000 persone.
2. Addetti alla sicurezza: 33.000 persone.
3. Addetti ai servizi di pubblica utilità: 128.000 persone
4. Soggetti a rischio: 700.000 persone
5. Donatori si sangue: 300.000 persone

Da quanto emerge quindi i vertici del Pirellone, hanno inclusono nella campagna in cui verrà offerto il vaccino in via prioritaria i donatori di sangue lombardi. La campagna prevede che le persone saranno contattate dalle ASL.

Per maggiori info rimandiamo al sito del nostro partner Bergamonews e al sito de "L'eco di Bergamo"

In merito all'ordinanza firmata l'11 settembre 2009 dal Ministero della Salute sul virus A/H1N1, il presidente dell'Avis Nazionale Vincenzo Saturni, ha affermato: "Accogliamo in modo positivo la notizia diramata dal Ministero, in quanto mi risulta che siamo l'unico Paese al mondo che ha inserito i donatori i sangue periodici tra le persone vaccinabili". 

"In secondo luogo, l'ordinanza ministeriale includendo i donatori tra le categorie socialmente utili, - continua il presidente Saturni - riconosce il ruolo strategico dei donatori di sangue periodici per il servizio trasfusionale nazionale".

Dal punto di vista pratico, AVIS, insieme al CNS (Centro Nazionale Sangue istituito con Decreto del Ministero della Salute il 26 aprile 2007) e alle associazioni del CIVIS (Coordinamento Interassociativo Volontari Italiani del Sangue fondato a Perugia nel 1995 e riunisce le quattro principali associazioni e federazioni di donatori di sangue volontari operanti sul territorio nazionale ovvero Avis, Fidas, Fratres e Cri), sta seguendo con attenzione i lavori dell'unità di crisi ministeriale sul virus A/H1N1. 

 

 

 


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