Cit.: «E' importante donare per tantissimi motivi. A livello egoista si potrebbe dire: “Anche perché nella speranza che un domani abbiamo bisogno di ricevere, c’è qualcuno che dona. Adesso c'è bisogno di qualcuno che dona”. Adesso non siamo in queste condizioni, è importante: questa è la versione più egoistica. Secondo è importante donare il sangue, perché a volte non si dona perché: "Ah se avessi... io donerei". Bene: se sei vivo il sangue ce l'hai, questa cosa non la puoi dire. Quindi, se puoi, pensaci perché è una cosa importante che salva le vite. E' brutto da dirsi, ma potrebbe salvare anche la tua. O la mia: aiutami... eh? Doniamo se si può... Pensiamoci». Sergio Sgrilli
Simpatia allo stato puro, talento e allegria: Sgrilli ha racchiuso tutto questo nell’incontro che come Crazy Team abbiamo avuto a Nembro (per chi non conosce i luoghi in provincia di Bergamo) in occasione di una serata dedicata alla solidarietà organizzata dall'associazione Harambee Onlus. Abbiamo conosciuto un comico di una semplicità strabiliante, nonché un soccorritore (attivo a livello pratico sulle ambulanze) volontario di vecchia data, che ci ha parlato di solidarietà “e non di beneficienza”, come intende ricordare egli stesso. Divertimento e buon cuore, un po’ come il nostro motto: “Meglio dire una cosa seria sorridendo che una stupidata seriamente”. Un grazie di cuore e immenso a Sergio, persona meravigliosa che non ha avuto paura di accettare di mettersi in gioco, con un sorriso sulle labbra, con il Crazy Team Avis Villa.
Cit.: «E’ importante (donare – n.d.t.) perché si possono salvare delle vite. E’ importante proprio come gesto per gli altri e penso che sia sufficiente questo. Siccome penso che chi fa questo gesto non ci rimette niente, assolutamente, perché dal punto di vista così fisico sembra anzi che si stia anche meglio, è controllato da chi fa il prelievo. Quindi chi può, lo faccia: ce n’è bisogno». Gianluigi Trovesi
Per parlare di Gianluigi Trovesi bisognerebbe partire parlando di bande, di come la musica veniva e viene fatta grazie all’instancabile passione di chi ascolta il cuore. Cultura della musica che si lega alla cultura della donazione avendo lo stesso comune demominatore: la passione. Regalare quindi emozioni e sentimenti. E da una banda di paese – Nembro, per chi non conosce i luoghi in Valle Seriana in provincia di Bergamo -, Trovesi ne ha fatta di strada ma non perdendo mai la sua semplicità, umiltà e simpatia. Come Crazy Team lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione di "Trovesi all'opera", uno dei suoi (capo)lavori jazz in un connubio con la musica d’opera. Ma Trovesi lo si può incontrare in un bar anche ad Oltre il Colle (paese di 1.000 abitantio abbarbicato tra le Valli Seriana e Brembana) o al santuario di Oneta, dove Trovesi si è recato per ascoltare la banda dell’amico e Maestro Gianmarco Epis. Diue amici (clarinettisti) che hanno avuto lo stesso Maestro Giuseppe Tassis. E come tutti i grandi uomini, non disdegna una cena in compagnia dei poveri, folli e crazy suonatori di banda. Grazie di cuore come Crazy Team a Trovesi, esempio di come la passione possa arrivare ovunque.
Cit.: «E’ importante (donare – n.d.t.) perché si possono salvare delle vite. E’ importante proprio come gesto per gli altri e penso che sia sufficiente questo. Siccome penso che chi fa questo gesto non ci rimette niente, assolutamente, perché dal punto di vista così fisico sembra anzi che si stia anche meglio, è controllato da chi fa il prelievo. Quindi chi può, lo faccia: ce n’è bisogno». Gianluigi Trovesi
Tavola rotonda - Cristina Parodi intervista: - Prof.Giuseppe Remuzzi, Direttore Dipartimento Immunologia e Clinica dei Trapianti; - Dott. Michele Colledan, Direttore dipartimento di Chirurgia; - Fabio Mussi, trapiantato; - Oliver Bigoni, trapiantato; - Monica Galizzi, madre di una donatrice.
Questo è stato il programma della serata. Come Crazy Team siamo felici: un sogno che è diventato realtà, nel vedere come le “3A” ovvero Aido, Admo e Avis, abbiano potuto diffondere la cultura della donazione insieme. Associazioni che già nei piccoli paesi da sempre diffondono la donazione e la cultura del dono. Avemmo l’occasione di incontrare Monica Galizzi proprio in una serata in cui si parlava di donazione. Ci rimasero impresse le sue parole di Monica: nel suo racconto, il ricordo della figlia Gessica morta a 19 anni di emorragia cerebrale. Monica raccontò come la figlia in occasione del funerale del nonno in cui aveva visto il gagliardetto di Aido, avesse espresso in caso di morte la volontà di donare gli organi. Da quel discorso con la figlia, la decisione di Monica. Monica che ebbe il coraggio di dire che la vita è fatta di momenti belli e di momenti brutti, ma che è pur sempre vita e che la vita deve continuare. Monica invitò tutti ad esprimere se si vuole o meno donare gli organi per non demandare questa importante decisione ai propri cari. Monica che raccontò il coraggio di non voler conoscere chi ha ricevuto gli organi della figlia: “E’ un dono di Gessica e non mi sembra il caso di importunare chi ha ricevuto gli organi”. Ma come Crazy Team siamo ancor più felici di aver incontrato di nuovo il noto jazzista bergamasco Gianluigi Trovesi. Abbiamo avuto l'occasione di ascoltarlo “all’opera” (e più di una volta) nella rivisitazione delle opere classiche e ci ha fatto sognare. Ma non solo: come Crazy Team abbiamo avuto anche l’occasione di raccogliere uno spot in cui il grandissimo Trovesi, da "buon musicista di banda” e da cittadino di Nembro, promuove la donazione di sangue. Trovesi all’opera quindi anche negli AvIpS: un bergamasco di una semplicità disarmante, lo si può trovare al tavolo in una cena in ad Oltre il Colle così come a Oneta dove si è recato per ascoltare una semplice Banda ma diretta dalMaestro Gianmarco Epis. E vedere Trovesi con la stessa semplicità interpretare i restauri di Lorenzo Lotto a Santa Maria Maggiore a Bergamo. Una serata in cui non è mancato il buon cuore...
«I regali fatti agli amici non sono preda del fato: avrai soltanto le ricchezze che hai donato». Marco Valerio Marziale
Sei donatore di organi? Lo vuoi dire anche tramite il tuo diario Facebook? Da oggi si può: ecco la nuova funzione salvavita di Facebook che mostra sulla timeline lo stato di donatore di organi. Ma non solo: la nuova funzione prevede anche la possibilità di raccontare tutto in merito alla decisione di diventare donatore di organi. «Oggi, più di 114.000 persone negli Stati Uniti, e altri milioni in tutto il mondo - ha scritto Facebook in un comunicato con Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg - sono in attesa per il trapianto di cuore, rene o fegato che salverà le loro vite». Come riporta il New York Times, di queste «circa 7.000 persone negli Stati Uniti muoiono ogni anno aspettando un trapianto di organi». Facebook si impegna inoltre a fornire i link ai registri nazionali e degli Stati (in Italia l'Aido) agli utenti che non sono donatori di organi. Se si decide di condividere questa informazione, una notizia verrà aggiunta al diario personale. Rimane sempre la possibilità di poter scegliere chi può visualizzare questa informazione utilizzando lo strumento di selezione del pubblico accanto alla notizia. «Rendere il mondo più aperto e connesso» si legge dal comunicato di Facebook quale missione. “La comunità di Facebook ci ha anche mostrato che semplicemente attraverso la condivisione e la connessione, il mondo diventa più piccolo e migliore – continua il comunicato -. Anche un individuo può avere un impatto smisurato sulle sfide che attendono un altro, e sul mondo. In Facebook, lo chiamiamo il potere degli amici", Il potere di ascoltare il cuore, fare una scelta che salva una vita e avere il coraggio di dirla. “The Power Of Love”: il potere dell’amore, come il brano dei Frankie Goes to Hollywood
«Non rinviamo niente: chiudiamo ogni giorno il bilancio con la vita. Il difetto maggiore dell'esistenza è di essere sempre incompiuta e che sempre se ne rimanda una parte». Seneca
Prende il via la nuova rubrica “Trend in donation”: l’andamento delle donazioni di Avis Villa d’Ogna. Di volta in volta, successivamente la nostra raccolta collettiva di sangue all’Unità di Raccolta di Piario, viene inserito un diagramma. Il perché del diagramma? Beh, lungi da noi di voler mettere su “ascisse e ordinate” - il classico diagramma Cartesiano - qualcosa di meraviglioso che salva delle vite. Semplicemente la nuova rubrica serve un po’ per capire a che punto siamo: un po’ come un termometro o come l’indicatore del carburante di un’automobile. Questo avendo sempre ben presente, che il cuore dei donatori non può essere diagrammato: un gesto d’amore non segue un andamento razionale. Ben lontani quindi come Crazy Team, dal razionalizzare un meraviglioso gesto. Per noi la donazione di sangue è, e rimarrà sempre, un atto d’amore. Atto d’amore che fanno i donatori di sangue, i veri protagonisti di questo meraviglioso mondo avis che, con il loro esempio, mostrano come un mondo migliore sempre più bello è possibile facendo un gesto concreto.
Seguirà ogni diagramma un piccolo commento. Sulle ascisse – per chi come il Crazy Team non ricorda mai quale asse sia è l’asse orizzontale… Un po’ come prua e poppa, babordo e tribordo, rollio e beccheggio: quando serve non si ricordano mai e si confondono – vengono indicati gli anni, sulle ordinate il numero delle donazioni. Spiegazione lapalissiana? Può essere, ma se si inserisse solo l’anno precedente, per quanto abbiamo già detto nel bilancio annuale, non si avrebbe una corretta analisi dei dati (per esempio se l’anno precedente fosse stato un anno eccezionale in positivo o in negativo, il raffronto non sarebbe corretto). La colonnina rossa indica l’andamento annuale negli anni, la colonnina azzurra indica l’andamento parziale riferito allo stesso periodo in cui è stata effettuata la raccolta collettiva all’Unità di Piario. Nell’ottica della trasparenza che da sempre nostro “faro” che da sempre ci guida, i dati sono quelli verificati con il sistema informatico di Avis Provinciale Bergamo.
Ecco il primo commento al diagramma: “134 donazioni nel 2011; 127 nel 2012. Ci mancano sette donazioni: forza, tutti a donare”. E invitate a donare anche un amico, un amica, la fidanzata, il fidanzato, la moglie, il marito, chi incontrate per strada, Angelina Jolie… No scusate questo c’è scappato... Scherzi a parte, volete mettere l’aroma del caffè macinato all’istante, la fragranza delle brioches, la tentazione del profumo del panino dopo la donazione a Piario… cosa c’è di più bello? Angelina Joliecome il brano Angelina di Harry Belafonte. No, stiamo scherzando, stiamo scherzando dai… Ma se diciamo che stiamo scherzando, stiamo scherzando… Va bene, abbiamo finito e stacchiamo tutto, promesso.
P.S.: sms intercettato al Crazy Team. “Angelina la prossima volta prima una capatina a Piario a donare e poi in giro… ;-)”.